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Facebook rischia di diventare un social per vecchi

Troppi adulti (ficcanaso) allontanano i ragazzi: “è come una imbarazzante cena di famiglia”. Per recuperare però Zuckerberg ha Instagram

anziani amore

Roberto Catania

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I giovanissimi snobbano Facebook. La conferma arriva da una ricerca condotta da eMarketer nel Regno Unito, da cui emerge un preoccupante calo di utenti attivi nelle due fasce anagrafiche più in erba: quella dai 12 ai 17 anni (-12%) e quella dai 18 ai 24 anni (-8%).

Il trend è tutt’altro che irreversibile - Mark Zuckerberg e soci hanno già dimostrato in passato di saper leggere molto bene certi campanelli d’allarme -  ma è comunque significativo. Guardando sempre ai dati UK, non si può non notare la progressiva tendenza all’invecchiamento della base di iscritti. Che allo stato attuale conta più utenti attivi fra gli over 45 (circa 12 milioni), che fra gli under 34 (11 milioni e 700 mila).

I motivi di un crisi (ir)reversibile

È un risultato che per certi versi non sorprende: in questi ultimi anni Facebook ha lavorato per allargare la sua customer base ma senza curarsi troppo delle dinamiche intergenerazionali. Così, se da un lato c’è stato il boom degli utenti “senior”, dall’altro non c’è stato un corrispettivo bilanciamento nella fascia dei giovani, che – anzi – hanno preferito migrare su altri social (su tutti Instagram e Snapchat).

Cosa abbia spinto così tanti ragazzi ad abbandonare il social network dell’amicizia non è affare semplice da spiegare. Di certo si può dire che per molti di loro Facebook non sia più un luogo così attraente, anche e soprattutto per la presenza degli adulti. "Facebook sembra una di quelle imbarazzanti cene di famiglia alle quali non possiamo dire di no", commentava già qualche anno fa Andrew Watts, ventenne studente americano, fra i primi a denunciare una certa ritrosia dei giovani a vivere in un ambiente così allargato.

Vivere in un mondo di adulti non è poi così allettante

A indisporre gli under 30 non è solo l’idea di essere controllati da genitori e parenti, ma la natura così pluralista del social, in grado di parlare ai teen ager come all'ultra-cinquantenni, ma senza offrire strumenti per separare le esperienze. Così. mentre gli utenti più âgée sono rimasti allettati dalla possibilità di (ri)stabilire un contatto con i propri figli e nipoti, i più giovani non hanno trovato modivazioni di pari  livello: in fin dei conti vivere in un mondo in cui l’età media è sempre più avanzata non è poi così cool.

Da qui il grande successo di SnapChat, un social network più leggero, essenziale, concepito per portare avanti interazioni usa e getta, più evanescenti, certo, ma comunque più reali e aderenti al contesto di un ventenne. Non è un caso che il social network del fantasmino abbia quasi triplicato la sua visite negli ultimi anni, passando dai 45 milioni del 2014 ai 187 milioni dello scorso anno (dati Statista).

L'antidoto all'invecchiamento? 

Facebook nel frattempo non è rimasta a guardare: ha creato le Storie per offrire ai suoi utenti, soprattutto quelli più giovani, un’esperienza più immediata e spontanea; e ha inaugurato Messenger Kids, una piattaforma di messagistica semplificata per traghettare i bambini verso la loro prima vera esperienza social. 

Ma la strada che porta al ringiovanimento della customer base è ancora lunga. Forse, come pensano molti, il vero piano B di Mark Zuckerberg si chiama Instagram, un social network meno verboso, patinato, fintamente dotto. In poche parole più giovane

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