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Non solo FaceApp, cosa sanno di noi Facebook, Amazon e Google

F-Secure ha pubblicato uno strumento gratuito per capire il vero costo che c'è dietro l'utilizzo di alcuni dei più popolari servizi sul web

facebook privacy

Antonino Caffo

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Si chiama F-Secure Data Discovery Portal ed è la piattaforma che ci aiuta a comprendere cosa voglia dire usare dei servizi che sul web sono gratuiti.

Molti siti e app, anche per lo smartphone, si "accontentano" di farci utilizzare delle funzioni gratis, ad esempio quella di FaceApp che ci invecchia, ottenendo in cambio i nostri dati. Succede così per agenzie sconosciute ma anche per i big della rete, come Google, Apple, Facebook, Amazon Alexa, Twitter e Snapchat

Eppure, le persone capiscono, oggi meglio che mai, i rischi di regalare le loro informazioni alle aziende. Più della metà degli utenti Facebook, circa il 54%, ha modificato le impostazioni relative al modo in cui usa il social network dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. Ma, nonostante ciò, la creatura di Zuckerberg continua a crescere, con 2,3 miliardi di utenti mensili alla fine dello scorso anno.

Insomma, cos'è che fa F-Secure Data Discovery Portal? Si tratta di una sorta di aggregatore dove vengono raccolti i link principali alle condizioni di servizio di certi servizi. Oltre a ciò, si ha la possibilità di scaricare subito i dati che le singole compagnie hanno raccolto su di noi, eventualmente procedendo con una cancellazione.

Il rovescio della medaglia? Non c'è: per usare il portale non c'è necessità di autenticarsi a nulla e lo spiega anche F-Secure, che lo ha messo in piedi: «Ciò che accade con la raccolta dei dati è una questione che riguarda interamente te e il servizio. Noi non vediamo – né vogliamo vedere – le tue impostazioni o i tuoi dati. Il nostro unico scopo è aiutarti a scoprire quanto delle tue informazioni è là fuori.”

F-Secure sta offrendo questo tool come parte della crescente attenzione dell’azienda verso la protezione dell’identità che tutela gli utenti prima, durante e dopo le violazioni. Diffondendo la conoscenza dei potenziali costi di questi servizi “gratuiti”, il Data Discovery Portal intende aumentare la consapevolezza nel proteggere elementi sensibili.

Per maggiori informazioni su cosa le persone possono fare per ridurre le loro “impronte” digitali su Facebook, Twitter e Google, si può consultare questo post sul blog di F-Secure.

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