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Così Facebook è scivolato sulla pedofilia

È ammesso chiedere foto dei minori sul social network? Questa è la domanda che alcuni utenti si sono ritrovati a leggere online. Senza motivo

Facebook

Antonino Caffo

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Periodicamente Facebook invia ai suoi iscritti alcuni sondaggi, che dovrebbero servire a migliorare la gestione di certe situazioni. Tra queste: le fake news, il cyberbullismo e la pedofilia. Proprio su quest’ultimo tema, il team del social network ha preso uno scivolone.

Come ha riportato di recente il Guardian, degli utenti si sono ritrovati a rispondere al quesito: Pensando a un mondo ideale in cui puoi decidere le politiche di Facebook, come gestiresti un messaggio privato in cui un uomo adulto chiede a una ragazza di 14 anni di inviare delle immagini a sfondo sessuale?

Situazione (non) discutibile

Ecco le opzioni possibili:

  • Questo contenuto non dovrebbe essere consentito e nessuno dovrebbe essere in grado di vederlo
  • Questo contenuto dovrebbe essere consentito ma non vorrei vederlo
  • Questo contenuto dovrebbe essere consentito e non mi dispiacerebbe vederlo
  • Non ho una preferenza in merito

Una seconda domanda chiedeva chi dovesse decidere cosa è lecito pubblicare o diffondere su Facebook e cosa no. Ecco le alternative:

  • È Facebook a stabilire tali regole
  • Dovrebbe decidere Facebook con l’aiuto di esperti
  • Soggetti esterni dovrebbero decidere, comunicandolo poi a Facebook
  • Gli utenti del social network dovrebbero votare le iniziative
  • Non ho una preferenza in merito

Perché è sbagliato

Appare alquanto evidente che un sondaggio del genere non ha motivo di esistere, perché non opinabile. I social-navigatori dovrebbero avere un ruolo più centrale in alcune dinamiche della piattaforma ma non per tematiche per le quali c’è decisamente poco da discutere.

facebook survey

– Credits: Facebook

Non a caso, dopo l’uscita del Guardian, Guy Rosen, vice presidente di Facebook, ha definito la trovata un grosso errore, giustificandolo come un’eccessiva volontà della società nel capire il modo di pensare della sua comunità.

Un errore, niente di più

Da sempre Facebook combatte la pedofilia sui propri canali. Algoritmi automatici e controlli manuali scansionano continuamente la rete alla ricerca di contenuti illegali. Per rispettare la privacy, il team di sicurezza non può leggere i messaggi di chat e per questo invita gli utenti a segnalare sempre comportamenti che violano le policy, tra cui quelli diretti all’ottenimento di foto e video esplicitamente a sfondo sessuale, sia nei confronti dei minorenni che di tutti gli altri.

Come sarebbe dovuta andare

Visto in questa ottica, il sondaggio del misfatto sarebbe dovuto essere impostato diversamente, proprio per sensibilizzare maggiormente il report delle attività di adescamento online. Più utile allora chiedere agli iscritti: Cosa faresti se dovessi ricevere una richiesta di contenuto sessuale da parte di un altro utente? oppure Cosa pensi che Facebook potrebbe fare per migliorare il monitoraggio di comportamenti scorretti?

Una risposta di valore

Ottenere opinioni su tale linea darebbe all’azienda spunti interessanti di intervento. Pensiamo all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e del machine learning per riconoscere, in autonomia, certe parole chiave digitate nelle caselle di testo di Messenger. Alla comparsa di keyword come nudo/a, sesso e di termini legati a parti intime e indumenti, il sistema potrebbe mostrare delle azioni veloci per comunicare istantaneamente una violazione al sito, così da attivare un primo step di indagine.

Un grande potere di denuncia nelle mani delle persone e un deterrente per chi, sul network, pensa di potersi comportare senza freni, come se vita digitale e reale fossero distinte e separate.

Per saperne di più:

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