Antonino Caffo

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Prendiamoli così, di primo acchito, da una parte il Wiko View 2 Plus, dall’altra uno dei tanti top di gamma dei marchi più famosi. Come minimo, tra i due, ci saranno 500 o 600 euro di differenza. Giustificati? Beh, non è proprio così scontato.

Con tutta la sua umiltà, in punta di piedi, il View 2 Plus è arrivato sul mercato italiano per attirare un pubblico specifico, quello dei giovani. No, non è solo questione di colori e finiture ma di prezzo perché, è ovvio, questo è il primo degli elementi quando si decide di comprare un nuovo smartphone. Qui il cartellino recita, di listino, 249 euro, ma in tempo di Black Friday il prezzaccio è online e va solo cliccato.

Design, consolida un trend

La costruzione non può essere eccellente ma questo non vuol dire che sia scarsa. Il retro ad esempio sembra solo plasticona e invece è in simil-vetro, una via di mezzo che lascerà comunque mille impronte sulla scocca ma che contribuisce a donare al dispositivo un effetto di leggerezza.

Il design è il solito col notch, più grande (molto più grande) di alcuni dei modelli visti di recente ma il re dei telefonini, l’iPhone XS, non è che lesini in dimensioni della nocca, anzi. Non ci piace tanto l’eccessiva banda nera in basso, che poteva sinceramente essere ridotta ulteriormente, ma finezze del genere si pagano e allora meglio così.

Ah, quasi ce ne dimenticavamo: il display ha una diagonale da 5,93 pollici, il che restituisce compattezza ed ergonomia, nei limiti del possibile anche con una sola mano. Sul lato destro tasto di accensione e bilanciere del volume; sul sinistro slot per sim e microSD mentre alle estremità superiori e inferiori troviamo jack audio classico e, ahimè, presa di ricarica microUSB.

Le prestazioni: buono per tutto

La scheda tecnica del nuovo Wiko View 2 Plus non si evolve rispetto a View 2 Pro. Troviamo un processore Snapdragon 450 con 4 GB di RAM, che restituisce una fluidità generalmente buona, soprattutto nei task quotidiani. Ne giova la batteria che, complice l’assenza di un chip troppo trainante promette un’autonomia di due giorni con utilizzo medio e oltre 10 ore con un certo stress. Il telefono non surriscalda, praticamente mai, ma è evidente che non possiamo chiedere di giocare senza alcun lag a titoli come Fortnite, forse il punto di riferimento principale al momento.

Foto da social

La fotocamera è una delle aree in cui il Wiko View 2 Plus differisce maggiormente dal View 2 Pro. Qui abbiamo due sensori da 12 e 5 megapixel, il secondo dedicato al tanto desiderato effetto bokeh. Nella parte anteriore, c’è una cam da 8 megapixel con apertura f/2.0. Le peculiarità sono le opzioni Live Portrait Blur, Live AR Filters, Artistic Blur, Instant Multi-frame, Blurless e Phase Detection Autofocus, più o meno dei giochini che piaceranno ai più giovani mentre, nel concreto, ciò che conta è la presenza di una sorta di intelligenza artificiale che gestisce i livelli e ottimizza i parametri in condizioni di poca luce.

In questo modo si ottengono scatti non eccessivamente sovraesposti, anche se in certi momenti, tipo di notte, bisogna accontentarsi del rumore di fondo e della perdita di informazioni sugli elementi ripresi.

La sicurezza

Sul retro del cellulare è ben presente il sensore di impronte ma la novità è che Wiko ha inserito nel suo View 2 Plus la scansione del volto. Niente a che vedere con il Face ID di Apple, sia chiaro, ma in questo modo la francese si allinea alla concorrenza più alta, dimostrando che è possibile convogliare in un dispositivo del 2018 funzionalità interessanti, senza tirarsela sul costo.

Verdetto finale

Wiko View 2 Plus è uno smartphone onesto, con un ottimo rapporto qualità-prezzo anzi, in questa fascia forse è il migliore. Nei giorni dei saldi lo si trova tranquillamente online a meno di 170 euro, un cartellino oltre che consigliato per chi necessita di un compagno di viaggio che farà benissimo nelle attività giornaliere (controllo delle email, internet e social), bene nell’utilizzo delle app e fotocamera, meno in quello di giochi succhia-energia. I colori disponibili? Nero, Oro e un Porpora con effetti boreali.

Ci sono sicuramente dei compromessi, come i materiali di costruzione non propriamente di pregio e la presenza di una vetusta microUSB ma il sistema operativo è aggiornato a Oreo 8.1.0, l’interfaccia pulita e priva di orpelli e il software veloce e scattante. La competizione lì fuori è serrata ma Wiko View 2 Plus se la gioca alla grande.

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