Smartphone & Tablet

Non vendete i vostri organi per un iPhone

A letto con un'insufficienza renale per aver venduto un rene nel 2011 e comprarsi uno smartphone ma Xiao Wang non è l'unico cinese "pazzo"

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Antonino Caffo

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Nel 2011 una notizia ha fatto il giro del mondo: Xiao Wang, giovanotto cinese, aveva deciso di vendere il suo rene online per finanziarsi l'acquisto di un iPhone 4S e di un iPad di seconda generazione.

Cosa è successo

Saprete oramai, aggiornamento degli ultimi giorni, che l'evento non ha avuto proprio un lieto fine, visto che Wang, oggi 25enneè affetto da insufficienza renale, costretto a letto e incapace di lavorare. Questo è il danno maggiore, dopo una beffa decisamente meno importante ma concreta: il rene gli era fruttato circa 27 mila euro, di cui però, alla fine, ne ha ricevuti solo 2.100. 

"Su Internet mi sono messo in contatto con una persona che poteva pagarmi oltre 20 mila euro per l'organo - riporta la CNTV - mi servivano per comprarmi un paio di dispositivi". Per ottenere gli ultimi tablet e telefoni di Apple, i prezzi in Cina sono fuori portata per molti, così c'è gente pronta a fare pazzie pur di accaparrarsene uno.

Cina, primizia degli organi illegali

Secondo una ricerca di Havocscopen (qui), il mercato nero dei reni è in aumento. Sono centinaia le persone che viaggiano, soprattutto dal Vietnam, verso il paese per vendere i loro organi, con guadagni che vanno dai 2.500 ai 5 mila euro. Non a caso, la Cina è seconda dietro gli Stati Uniti per il più generale "black market", in una classifica (basata su statistiche disponibili globalmente) in cui l'Italia si piazza quinta.   

Parte della colpa è anche del governo. Solo nel 2014 Pechino ha messo fine alla pratica di esportare organi dai giustiziati a morte, di fatto alimentando di per sé un mercato già, purtroppo, florido. Nessuno però monitora tali attività, tanto che Amnesty International ricorda come sia proprio la Cina la nazione con il più alto numero di condannati a morte.

I casi sono tanti: esattamente due anni fa, sedici persone, tra cui vari assistenti medici e infermieri, sono state condannate per il coinvolgimento in un circolo illegale di organi e condannate da un tribunale dello Shandong, provincia orientale della Cina affacciata sul Mar Giallo. 

Non vale la vita

Nel processo che ha seguito la vicenda di Xiao Wang, nove persone sono state arrestate per traffico di organi, con la famiglia del ragazzo a cui è stato riconosciuto un indennizzo di 1,47 milioni di yuan (circa 188 mila euro), che non serviranno a ridare la salute al giovane.

Se c'è una morale a questa storia è che nessun gadget hi-tech vale come contropartita della propria vita, per quanto priva di accessori all'ultima moda possa essere.

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