Smartphone & Tablet

Smartphone, così raddoppierà la velocità della connessione dati

In arrivo entro 3 anni un circuito creato da un gruppo di ricercatori dell'università del Texas che renderà la navigazione sui cellulari più spedita

Chip apertura

Marco Morello

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Si moltiplicano le offerte commerciali legate al 4G e le grandi aziende sono già lanciate a preparare il terreno del 5G, ad asfaltare le autostrade della rete mobile di prossima generazione. Sarà la nostra proverbiale impazienza, la voglia di postare e scaricare tutto e subito; sarà, anche, che i contenuti sono sempre più pesanti, i siti grondano di foto e video in alta definizione, le presentazioni e i documenti negli allegati delle e-mail sono di dimensioni spesso esagerate, ma minimizzare le attese di download e streaming sul cellulare è un’esigenza sempre più evidente. E la lentezza nel caricamento, all’opposto, un disagio che volentieri eviteremmo.

Ecco che una soluzione semplice e geniale – lo ha certificato la rivista Natura Physics, lo ha appena confermato in un articolo quella del quotato Mit di Cambridge – arriva da un gruppo di ricercatori dell’università del Texas coordinati da un 36enne romano, Andrea Alù, molto apprezzato Oltreoceano per i suoi lavori e le sue scoperte. L’ultima è un circuito in grado di raddoppiare la velocità alla quale i telefonini o altri dispositivi che utilizzano una connessione senza fili possono scambiarsi i dati. Senza sovraccaricare la rete, anzi ottimizzandone l’utilizzo.

Oggi i cellulari si comportano come due persone impegnate in una conversazione: inviano e ricevono informazioni a turno, per evitare di creare sovrapposizioni o distorsioni. Un po’ come noi ascoltiamo quello che il nostro interlocutore ha da dirci prima di rispondergli. Parlare sopra la sua voce, significherebbe capire nulla o poco delle sue parole e, a sua volta, confonderlo. Stessa cosa per la trasmissione e la cattura dei dati. O vanno, o vengono. Semaforo rosso per l’upload se c’è un download in corso, e viceversa. Il nuovo circuito aggira il problema abbattendo il semaforo. Rimanendo sulla similitudine stradale, crea una sorta di rotatoria che incanala i dati in uscita e in entrata, permettendo al traffico di circolare in modo fluido e senza interruzioni. È come se due treni che vanno in opposte direzioni riuscissero a transitare sul medesimo binario senza scontrarsi mai.

In verità non si tratta di un concetto nuovissimo, anzi è alla base di radar e dispositivi complessi e costosi. L’abilità della squadra di ricercatori del Texas è stata quella di replicare lo stesso meccanismo con materiali ordinari come rame e silicio creando un circuito «molto economico, compatto e leggero» come ha spiegato lo stesso Alù. Al momento misura due centimetri, ma può essere facilmente miniaturizzato, reso microscopico e fatto entrare di diritto nell’architettura interna dei cellulari di prossima generazione. «Si tratta di un componente hardware a sé che va inserito dietro l’antenna» aggiunge Alù. Un espediente di enorme valore: potrà aggiungere un’altra spaziosa corsia alle già affollatissime autostrade della rete mobile.

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