Smartphone: ecco come potremo ricaricarlo a distanza

Annunciato lo standard wireless che permetterà di fare il pieno alle batterie dei dispositivi mobili senza bisogno di contatto diretto con un trasmettitore. Ecco come funziona

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Roberto Catania

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I caricatori wireless non sono più una novità. Nokia, Samsung e molti altri produttori (compresi quelli di accessori) offrono già da qualche tempo soluzioni per ricaricare gli smartphone senza bisogno di cavi e cavetti. Questi sistemi, tuttavia, presentano una grosso svantaggio: essendo basati su una tecnologia a induzione, devono dipendere da appositi dock o tappetini di ricarica (a loro volta collegati alla presa di corrente) sui quali poggiare i terminali.

Per questo motivo, il Wireless Power Consortium (WPC), il consorzio che raduna tutti i produttori che lavorano sulla ricarica wireless, ha sviluppato un'evoluzione della tecnologia che promette di superare i limiti dell'attuale standard. Qi 1.2 , questo il nome del nuovo protocollo, consentirà di fare il pieno alle batterie dei dispositivi mobili compatibili anche tenendo i terminali a qualche centimetro di distanza dalla stazione di ricarica. Ciò è reso possibile dalla presenza di un sistema di ricarica a risonanza magnetica, in aggiunta a quello a induzione, che permetterebbe di creare un vero e proprio campo radiale (fino a un massimo di circa 4,5 centimetri dalla fonte) all'interno del quale ricaricare i dispositivi.

Così com'è concepito, il nuovo standard offre due vantaggi sostanziali: la possibilità di sganciarsi fisicamente dalla sorgente di ricarica (in teoria il caricatore a risonanza potrebbe essere messo sotto la superifice di un tavolo) e quella di abilitare la ricarica di più dispositivi contemporaneamente (purché entrambi situati a una distanza sufficiente dal trasmettitore).

Quello sviluppato dal WPC, va detto, non è l'unico metodo che sfrutta la risonanza magnetica, già Rezence e Matters Alliance hanno dimostrato di poter offrire un sistema approvvigionamento energetico a distanza per smartphone e altri dispositivi mobili. Lo standard Qi, tuttavia, è quello che al momento che gode del supporto più esteso (vi aderiscono oltre 200 brand compresi i principali produttori di elettronica di consumo) ed è quello che pertanto offre maggiori garanzie per ciò che riguarda la sua diffusione di massa.

Le prime soluzioni con ricarica a risonanza dovrebbero debuttare entro la fine dell'anno e saranno retrocompatibili con i "vecchi" terminali a induzione. Il Wireless Power Consortium fa inoltre sapere che tramite la stessa tecnologia sarà possibile ricaricare anche elettrodomestici e altri componenenti casalinghi fino a un massimo di 2000 watt di potenza.

 
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