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MicroLED: come funziona la tecnologia per gli schermi (che piace tanto ad Apple)

Prestazioni, dimensioni, risparmio energetico: ecco perché (anche) la Mela ha deciso di investire nella nuova frontiera dei pannelli a LED microscopici

Roberto Catania

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Apple starebbe seriamente pensando di costruirsi gli schermi in casa. Lo rivela Bloomberg che citando le immancabili fonti anonime ci fa sapere che la società di Cupertino avrebbe già assoldato una squadra di ingegneri specializzati per progettare - a poca distanza dal suo nuovo quartier generale - la prossima generazione di display per i suoi dispositivi mobili.

Meglio dell'OLED

Nelle mire della Mela ci sarebbe il MicroLED, una tecnologia persino superiore a quella di tipo OLED attualmente utilizzata sia per gli smartphone che per i Tv di fascia alta. Come gli schermi ”organici”, infatti, i pannelli MicroLed sono in grado di emettere luce propria ma senza ricorrere a composti organici.

Sarebbero gli stessi pixel dello schermo - qui organizzati secondo una matrice di LED microscopici - a emettere luce in modo autonomo, senza cioè bisogno di retroilluminazione. Ciò garantirebbe tutti i benefit dell’OLED (nero perfetto, colori realistici, indipendenza dall'angolo di visione) ma senza quelle controindicazioni che ne hanno un po' penalizzato la diffusione di massa: i costi innanzitutto, ma anche la luminosità limitata e la tendenza a formare immagini fantasma (il cosiddetto fenomeno del burn-in).

La scommessa di Apple

Questi vantaggi, uniti a una maggiore efficienza energetica e una capacità innata di questa tecnologia ad adattarsi a ogni dimensione e tipologia di superficie (ogni pixel basato su MicroLED può avere dimensioni fino a 1 decimo di un capello umano, quando basta insomma per realizzare schermi per smartphone con una definizione elevatissima) sono fra i motivi che hanno spinto Apple ad acquistare nel 2014 LuxVue Technology, società specializzata proprio nello sviluppo di schermi MicroLED e a costruire - a un anno di distanza - il suo primo centro di ricerca specializzato a Taiwan.

L’avvio di un nuova unità produttiva in California andrebbe a completare il quadro: Apple, spiega ancora Bloomberg, starebbe lavorando in via sperimentale su una tiratura limitata di display MicroLED, in attesa che costi e dinamiche produttive ne consentano la diffusione commerciale.

Un modo per "sganciarsi" da Samsung

La tecnologia MicroLED non è nuova per chi bazzica nel settore: sono almeno quattro anni che si parla di questa frontiera con toni molto ottimistici, anche se - bisogna dirlo - finora si è fatta più teoria che pratica.

A rompere gli indugi ci ha pensato a inizio anno Samsung con la presentazione di The Wall, un prototipo di Tv MicroLed caratterizzato da un gigantesco schermo modulare da 146 pollici.

Proprio la dipendenza da Samsung sarebbe alla base dei motivi che hanno spinto Apple di accelerare il passo sullo sviluppo di una tecnologia proprietaria. La società di Tim Cook, lo ricordiamo, acquista proprio dal gigante coreano i display Oled impiegati per la costruzione del nuovo iPhone X. Una fornitura che secondo le stime degli analisti costerebbe a Caupertino più di 20 miliardi di dollari all’anno.

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