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Samsung Galaxy Note9, come va la fotocamera

La nostra prova della doppia lente del nuovo smartphone, che riconosce cosa sta inquadrando per aumentare la resa delle immagini

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Marco Morello

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Tra i punti di forza del nuovo Galaxy Note9 da poco presentato da Samsung, c’è senza dubbio la fotocamera. Doppia lente per migliorare i risultati anche in condizioni di poca luce, nitidezza e brillantezza garantite come requisito minimo. In più, in aggiunta a quanto già visto sul Galaxy S9+ da cui il comparto eredita le principali caratteristiche, l’intelligenza artificiale di bordo. Formule altisonanti a parte, si tratta del riconoscimento automatico di 20 situazioni, dal cielo alle montagne, dalla vegetazione al cibo.

In sostanza, il telefono «capisce» cosa sta inquadrando e regola da solo luminosità, saturazione, bilanciamento del bianco e altri settaggi che dovremmo invece impostare noi nella modalità «Pro» per aumentare la resa delle immagini. Un supplente solerte della sensibilità dell’occhio umano. O, almeno, è quanto dichiara il produttore. Per appurarlo, abbiamo portato con noi il Note9 in un viaggio a Monaco di Baviera e lo abbiamo messo alla prova in diverse situazioni tipiche in cui ci si può imbattere durante una vacanza: panorami, dettagli di piatti, vetrine e monumenti, angoli in cui l’illuminazione è minima. Per farvi da soli un’idea, potete scorrere i risultati nella gallery qui sotto.

 

Come dimostrano gli scatti, soprattutto quando la luce è generosa, la resa è davvero notevole. Le immagini sono vivide ma mantengono la giusta dose di realismo, di corrispondenza con il soggetto originale, senza alterare troppo i colori finendo per renderli stucchevoli e poco credibili. Anche quando si gioca con le ombre, il comparto tiene alta la barra della fedeltà. Cattura, un po’ corregge, non stravolge. Concentriamoci su tre situazioni. Nel tramonto qui sotto l’intervento dell’intelligenza artificiale c’è stato (è comparsa l’iconcina sullo schermo che identifica, per l’appunto, il tramonto) ma la delicatezza, i toni tenui della situazione, non sono stati sacrificati sull’altare della saturazione.

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Tramonto su Königsplatz – Credits: Marco Morello

Lo scatto seguente merita invece una nota di merito particolare. Qui il Note9 ha restituito molta più intensità visiva di quanto il palazzo, fotografato a notte fonda, avesse davvero. Ha aumentato la luminosità senza sgranature e, lo vedete nella parte inferiore, mantenendo i neri, l’effetto spento, dove invece non era necessario intervenire.

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Il palazzo Maximilianeum di notte – Credits: Marco Morello

Complicando ancora le cose, un piatto in una piazza semibuia. Poca luce e un primo piano. Il gusto per il dettaglio c’è tutto.

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Piatto tipico servito presso il ristorante Augustiner Klosterwirt – Credits: Marco Morello

Insomma, prova superata. Le impressioni saranno positive per chiunque non ami l’effetto Instagram di serie per le foto corrette dall’intelligenza artificiale. Al di là del decimo pollice in più dello schermo, della batteria migliorata, della capacità di archiviazione che raggiunge il terabyte e del pennino di un giallo stiloso che diventa un telecomando, il Note9 merita elogi perché non è solo un potente computer tascabile, ma un’ottima fotocamera portatile per scrivere racconti per immagini.

 
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