Smartphone & Tablet

Samsung Galaxy Fold, la nostra prova

Il primo smartphone pieghevole di Samsung unisce la comodità di un tascabile con l'ampiezza del display di un tablet. Costa il giusto per quello che rappresenta

Galaxy Fold

Antonino Caffo

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Partiamo da un presupposto: il Galaxy Fold è certamente un dispositivo delicato ma non così incline a rompersi come mostrano alcuni dei recenti report provenienti dagli Stati Uniti. Se lo pieghi troppo, se lo appoggi, con lo schermo centrale, sulla ghiaia o sul cemento, se stacchi la pellicola protettiva che sai di non dover staccare, allora aspettati che il pannello come minimo si graffi o si scolli.

Seconda premessa: chiunque decidesse di salire a bordo dell'innovazione made in Samsung, potrà godere dell'assicurazione Care+ per 12 mesi, che copre praticamente tutto, anche cadute e danni accidentali. Ok, possiamo partire.

Come è fatto

Da chiuso, il Galaxy Fold sembra uno smartphone normale, solo molto lungo. Quello che cambia è lo spessore, praticamente il doppio di un telefonino normale. Non è eccessivamente pesante, ma la presenza del telefono in tasca si sente. Il display anteriore da 4,6 pollici è decisamente piccolo, di dimensioni pressoché dimezzate rispetto a un Galaxy S10 per possibilità di icone e finestre ma la sua funzione è secondaria, e utile per accedere immediatamente alle informazioni in arrivo, telefonare o cercare qualcosa velocemente.

Ovviamente, la magia è all'interno, quando si apre il display centrale e si ottiene un pannello unico da 7,3 pollici. Grazie alla funzione continuity, l'app aperta sullo schermo esterno si allarga automaticamente quando si estende la superfice principale. A differenza del Mate X di Huawei, il cui display avvolge il retro una volta piegato, il Galaxy Fold nasconde lo schermo che compone la sua porzione di tablet come le pagine di un libro. Di fatto, il Fold è robusto, ben costruito e si apre e schiude senza problemi, con un meccanismo solido. 

Quanto è delicato

Il punto critico del Fold, come il Mate X, è la cerniera. Questa fa un leggero "click" quando il display è completamente aperto e un simile rumore alla chiusura completa. Samsung ci assicura che la tecnologia Amole è progettata per resistere a centinaia di migliaia di pieghe, e certamente lo farà. L'unico peccato è che ci sia una tacca nell'angolo in alto a destra, abbastanza prominente, che ne preclude una visione a tutto schermo. Per fortuna si può nascondere quando si guarda un video o tramite qualche trick con sfondi scuri ma ovviamente c'è, è li e si vede.

Come già detto, il Galaxy Fold presenta due display: un 4,6 pollici HD+ Super AMOLED (21:9) con una risoluzione 720 x 1680 all'esterno e un Amoled Flex Display dinamico AMX a 7,3" QXGA+ (4,2:3) con risoluzione 2152 x 1536. Ha due altoparlanti AKG, abbastanza potenti per guardarsi un film in due o ascoltare musica senza un accessorio interno. A proposito, nella confezione ci sono un paio di Galaxy Buds e una cover, divisa in due, per proteggere il terminale. 

Complessivamente, il Galaxy Fold racchiude ben sei fotocamere. Dietro c'è un obiettivo grandangolare da 16 MP, un grandangolo da 12 MP e un teleobiettivo da 12 MP, mentre la tacca frontale contiene una 10 MP e una di profondità RGB da 8 MP. A completare il setup è un ulteriore snapper da 10 MP sul display esterno. A livello di prestazioni, il tutto si comporta come la configurazione dell'S10+, anche se qui c'è la goduria di fruire delle immagini e dei video su un touch più grande.

 

La prima generazione di telefoni pieghevoli è inevitabilmente destinata a migliorarsi. Abbiamo a che fare con una tecnologia nuova di zecca che avrà problemi iniziali. Nel caso del Samsung Galaxy Fold, ci sono dei limiti evidenti. È ingombrante, con una tacca troppo visibile, una piega che è prominente e una cover che, seppur leggera, è comunque un orpello in più da aggiungere.

Come è ovvio che sia è anche molto, molto costoso ma a ragione: l'innovazione è presente e concreta, il telefono fa quello che deve, da chiuso e aperto. La costruzione è pensata per durare, così come la cerniera. Impensabile usarlo come se fosse un dispositivo classico perché è delicato e chi spende 2.050 euro lo sa. Siamo ancora lontani dal primo must-have pieghevole, ma il mercato è stato scosso e serviva proprio qualcosa del genere per riportare il giusto brio in un settore dormiente per troppo tempo.

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