Smartphone & Tablet

PowerMe, il cavetto che "ruba" la carica allo smartphone del vicino

Da una startup tutta italiana una soluzione pratica ed economica per ricaricare la batteria al momento del bisogno

PowerMe Android ok

Roberto Catania

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I progressi nel ramo batterie e affini - ormai lo abbiamo capito - non vanno di pari passo con l’evoluzione tecnologica.

Ecco perché le batterie non durano di più


Nell’attesa che arrivi la pila definitiva non resta che attrezzarsi con mezzi di fortuna: battery pack aggiuntivi, caricatori da viaggio, cover energizzanti. È in questo quadro che va a inserirsi PowerMe, un accessorio creato da due giovani startupper italiani - Ludovico Cianchetta e Francesco Crema - e che potremmo considerare come l'equivalente per smartphone dei cavi di avviamento per la batteria dell’auto.

Stiamo parlando di un cavetto all-in-one che consente il trasferimento automatico di energia da un dispositivo all’altro. È sufficiente in buona sostanza inserire il primo dei due spinotti nello smartphone più carico e il secondo in quello rimasto “a terra” per avviare il passaggio diretto della carica.

 

PowerMe è per il momento un progetto in fase embrionale (il prodotto è da qualche ora sulla popolare piattaforma di crowdfunding Indiegogo), ma l'obiettivo è arrivare quanto prima alla distribuzione su larga scala. Per questo motivo il cavo è stato concepito per adattarsi a quasi tutti i dispositivi mobili dotati di slot Micro-USB (smartphone, tablet e altri device Android, Windows Phone e Blackberry) e - tramite adattatore - anche su oggetti dotati di connettori Lightning, Mini-USB e USB Type-C.

Il vantaggio, rispetto a tutte le varie soluzioni emergenziali per la ricarica è duplice: da un lato c’è la praticità della soluzione (PowerMe non deve essere ricaricato e può essere tranquillamente utilizzato come portachiavi); dall’altro c’è la possibilità di utilizzare il cavo anche come sistema di trasferimento plug & play per condividere foto e altri contenuti multimediali da un dispositivo all’altro (da Android verso Android o da Android verso iPhone).

Va da sé che l’unico inconveniente sia rappresentato dalla necessità di avere accanto un amico o un familiare “generoso", disposto cioè a cedere una fetta della propria carica. Ma, confidano i creatori del progetto, nell’era dei social e del file sharing, siamo pronti a condividere anche la ricarica del cellulare.

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