Smartphone & Tablet

Perché Qualcomm vuole vietare la vendita degli iPhone in Cina

Il produttore di chip è convinto di poter bloccare la diffusione di iPhone XS e XR dopo aver vinto la battaglia legale per i modelli più vecchi

iPhone XS XS Max XR

Antonino Caffo

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La battaglia tra Qualcomm e Apple è datata. Si fonda su questioni legate ai brevetti che la Mela avrebbe utilizzato impropriamente a bordo dei suoi iPhone e per i quali non avrebbe mai corrisposto le dovute royalties a chi di quei brevetti è detentore, Qualcomm appunto.

Cosa succede

La vicenda è complessa e, almeno sinora, non aveva portato a conseguenze concreti nei diveris tribunali teatro della diatriba, negli Usa e in Europa. In Cina però le cose vanno diversamente e, si sa, la presenza di Apple non è mai molto apprezzata. Sarà per questo che il giudice di competenza ha bruciato le tappe, emettendo una sentenza che obbliga la Mela a togliere dal mercato i modelli più vecchi di iPhone, sette in tutto, a partire dal 6S.

Nuove accuse

Non contenta della vittoria, almeno parziale, Qualcomm ha deciso di spingere la lama ancora più in fondo, incentivata proprio da quanto il Tribunale del Popolo di Fuzhou aveva deliberato il 30 novembre, con un'ingiunzione preliminare sulle importazioni dei suddetti iPhone.

Adesso il focus si sposta sugli iPhone XS e XR, i due più recenti presentati da Apple in autunno. "Abbiamo intenzione di utilizzare gli stessi brevetti della sentenza preliminare precedente anche sui nuovi iPhone" - ha spiegato al Financial Times Jiang Hongyi, avvocato che rappresenta Qualcomm in tribunale. Secondo Jiang, sarà possibile avviare la causa presso le corti di Pechino, Qingdao e Guangzhou.

Cosa può accadere

Ci che si prospetta all'orizzonte per Apple non è semplice. La Cina è il più grande mercato di smartphone al mondo e perdere anche solo qualche punto in percentuale può essere una sconfitta pesante in termini economici. Qualcomm non vuole affossare di certo Apple, che è stata comunque un cliente per molti anni, ma è evidente che non mollerà la presa fin quando non si potrà giungere a un accordo di sorta, che porti nelle sue casse una cifra vicina a quella che Cupertino avrebbe dovuto versare con la storia delle royalties passate.

Ma la Mela è tranquilla

Nonostante tutto, Apple ha riferito che l'ingiunzione non avrà alcun effetto sulle vendite degli iPhone in Cina e che i modelli iPhone restano disponibili per i clienti in Asia. "Abbiamo già chiesto al tribunale di riconsiderare la decisione visto che per noi - ammette la compagnia - la vicenda si ferma con l'update a iOS 12, dove le funzioni che violerebbero i brevetti di Qualcomm non sono più presenti".

Come anticipato, la questione non si ferma in Cina. Qualcomm sta cercando di far valere i suoi diritti in diversi paesi, anche in Europa. In Germania, ad esempio, vi sarà una sentenza preliminare la prossima settimana su cinque ulteriori brevetti, relativi alle opzioni di ricerca e risparmio energetico di Spotlight su iOS.

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