Smartphone & Tablet

OnePlus 6T sarà così

Notch più piccolo, display più grande e lettore di impronte sotto lo schermo per lo smartphone da veri "geek" in uscita a novembre

oneplus 6t oppo r17 pro

Antonino Caffo

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È Weibo il primo sito web (una sorta di Twitter cinese) a diffondere un’immagine di quello che dovrebbe essere OnePlus 6T. Il successore dell’ottimo 6 diverrà realtà tra ottobre e novembre, cioè a un anno esatto dal predecessore, di cui si distanzierà parecchio, per dimensioni, forme e funzioni.

Come sarà

Si, perché dando un occhio alla serie di scatti su Weibo, pare che OnePlus 6T farà un balzo netto nel futuro della telefonia mobile, adottando tecnologie di cui oggi i grandi marchi parlano ma senza una vera e propria adozione.

Lettore e nocca

Tra tutte un lettore di impronte sotto il display, proprio lì dove ci si aspetta che sia, nella parte bassa del terminale. Unito a ciò, una tacca (nocca o notch, chiamatela come vi pare) più piccola e dunque meno ingombrante e un po’ diversa dal solito.

Al suo interno, circoscritta, solo la fotocamera anteriore, per selfie e videochiamate, con una superficie totale a disposizione degli utenti che toccherà vette importanti, tra il 90% e il 93% del totale, qualcosa a cui oggi si avvicina solo Honor con il suo 8X (91%), smartphone da 6,5 pollici svelato in Cina.

Cosa sappiamo

La confezione di vendita di OnePlus 6T non lascia spazio all’immaginazione: si vede chiaramente riprodotta la livrea del telefonino, con il design sopracitato, sicuramente futuristico e degno di essere seguito dagli altri produttori nel corso del 2019.

Trittico perfetto

Il primo dispositivo a rendere disponibile la scansione del dito sotto il display per un pubblico di massa è stato il Vivo X20 Plus (già Xplay 7), seguito più di recente dal Vivo V11 e da Oppo R17 Pro. Non è un caso se tutte e tre le compagnie facciano capo a BBK Electronics Corporation, multinazionale cinese che produce hardware e vende i cellulari con marchio Vivo, Oppo e OnePlus. BBK Electronics è il secondo più grande produttore di smartphone al mondo dietro solo a Samsung.

Spesso, i telefonini dei tre brand si sono ispirati l’uno all’altro, soprattutto per quanto riguarda tecnologie di nuova generazione e particolari design. Ed è per questo che V11 e R17 possono essere considerati modelli simili a ciò che sarà OnePlus 6T, diverso comunque per una serie di elementi distintivi, tra cui software (OxygenOS), colori e una serie di migliorie apportate periodicamente dalla community di appassionati.

 

Tre fotocamere

E se ci muoviamo dalla zona frontale di OnePlus 6T al retro (non visibile dalle immagini di Weibo), possiamo ipotizzare ciò che c’è a bordo proprio di Oppo R17, ovvero una tripla fotocamera con apertura variabile, con funzionamento simile a quanto visto su Galaxy S9 e Note9 ma con un terzo modulo utile a catturare esclusivamente la scala di grigio per un bilanciamento migliore e più realistico.

Uscita e prezzo

L’obiettivo di OnePlus, sin dalla sua nascita, non è semplice: portare sul mercato uno smartphone nuovo ogni sei mesi. Si tratta di una tempistica estremamente compressa per un mondo hi-tech già di per sé ansiogeno, che guarda costantemente al domani. Eppure, finora la rampante cinese è riuscita nel suo intento, peraltro creando qualche grattacapo agli utenti più fedeli, volenterosi di avere tra le mani sempre l’ultima novità.

Detto ciò e considerando che OnePlus 6 è arrivato a maggio, il 6T dovrebbe vedere la luce tra un paio di mesi, giusto un semestre prima di OnePlus 7, atteso poi in tarda primavera prossima. Ipotesi possibile? Diremmo proprio di si, così come la fascia di prezzo, in linea a quei 519 euro richiesti per il precedente. Quasi la metà di un Galaxy S9+ e di un iPhone X.

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