Roberto Catania

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L’obiettivo era chiaro fin da principio: portare sul mercato qualcosa di più di una bella collezione di accessori, provare semmai a rompere gli schemi con un concetto di smartphone davvero alternativo, nel quale il dispositivo fosse solo il pezzo centrale di un ecosistema più complesso, fatto di componenti aggiuntivi aggregabili come pezzi di un Lego.

Moto Mods, la famiglia di moduli realizzata da Motorola per arricchire le funzionalità dei suoi telefoni di fascia alta, continua a crescere. Ad oggi sono oltre una decina i "pezzi" a corredo dei dispositivi della serie Z del brand di Lenovo, molti dei quali firmati da partner esterni di un certo spessore.

C’è il modulo batteria, quello con l'altoparlante stereo, quello per la fotografia amatoriale o a 360 gradi, quello che trasforma il telefono in una vera e propria console gioco, quello per l'analisi dei parametri vitali, quello con il proiettore integrato, c'è persino il modulo realizzato in collaborazione con Polaroid che permette di stampare su carta fotografica (e adesiva) le foto scattate da cellulare. 

L'utile e il dilettevole

"Alimentare l’ecosistema dei Mods è al centro della visione strategica di Motorola, flessibilità e modularità sono i due concetti centrali nel concetto di innovazione della società", spiega a Panorama Daniele De Grandis, General Manager di Lenovo MBG/Motorola in Italia, "la presenza dei moduli comincia a farsi importante anche in termini numerici, ora abbiamo un catalogo che spazia dal prodotto utile a quello ludico". 

Il responsabile italiano ammette che quella dei "Mods" è una strada più tortuosa rispetto a quella praticata dalla concorrenza, perché "bisogna spiegare al consumatore quali sono i vantaggi di un’esperienza che di fatto non ha altri riferimenti sul mercato" (LG, l’altra grandi player che aveva investito nel concetto di telefono modulare, ha abdicato dopo solo un anno dal primo esperimento, ndr). Ma è un approccio che alla lunga può dare i suoi risultati: "Nel momento in cui l’utente tocca con mano i vantaggi e l’immediatezza del sistema ne resta immediatamente colpito

Un sistema per fare...sistema

Dal punto di vista tecnico, la simbiosi fra telefonini Motorola e Mods si basa su un sistema di aggancio magnetico che permette ai moduli di attaccarsi ai connettori collocati sulla "schiena" degli smartphone Moto Z. 

È un meccanismo tutto sommato semplice, e soprattutto aperto. Che, nei piani di Motorola, può alimentare un vero e proprio indotto centrato sulle proposte delle aziende che credono nell'idea di un telefono modulare.

Si spiega così la decisione del brand di collaborare con la piattaforma di crowdfunding Indiegogo. L'obiettivo, spiegano i responsabili, è provare a intercettare gli sviluppatori di prototipi interessati al business dei moduli.

Forse non sarà l'alba di una nuova era della telefonia, ma è di sicuro un tentativo coraggioso di provare a cambiare le regole di un gioco da troppo tempo ormai uguale a se stesso.

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