Antonino Caffo

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Nessuna rivoluzione, nessuno stravolgimento ma una serie di miglioramenti che rendono il Moto G6 Pus una delle scelte più logiche oggi in fase di acquisto smartphone. Rispetto al G6 abbiamo un display da 5,9 pollici invece che 5,7 pollici, un processore più potente e veloce, scheda grafica migliore e più memoria Ram. Cresce anche la disponibilità di connessioni, soprattutto nel Bluetooth, che da 4.2 diventa 5.0, con i noti benefici dei plurimi accessori collegati alla stessa sorgente (tipo auricolari e casse in contemporanea).

Un dettaglio molto importante è l’aggiunta, al reparto fotocamera, della tecnologia Dual Autofocus, che ottimizza lo scatto anche per scene in movimento, relegando la cattura sbiadita a un ricordo del passato. Da notare anche il supporto alla registrazione in 4K e una batteria più ampia, seppur non di molto.

Cosa cambia

Insomma, potremmo sintetizzare con queste poche righe il perché passare da un Moto precedente al nuovo G6 Plus ma sarebbe riduttivo. Dovremmo dunque parlare dell’esperienza d’uso quotidiana, che si declina in una luminosità massima che va oltre i limiti avuti col G6 e che beneficia di una manciata di pixel in risoluzione in più, questi quasi (se non del tutto) irriconoscibili invece proprio della luce superiore che, arrivando l’estate, rischia di essere una determinante assoluta quando si tratta di leggibilità esterna.

Display e form factor

Scritto dello schermo, è sempre un bene quando si notano degli aggiornamenti sostanziali volti a far usare meglio il terminale alle persone. La body ratio da 18:9 pollici qui non preclude l’esistenza di un tasto fisico Home in basso, più stretto e basso ma comunque funzionale allo sblocco con l’impronta. È la dimostrazione che una tecnologia, la full touch o infinity display chiamatela come volete, non esclude l’altra, il sensore fisico sul fronte appunto.

La fotocamera

Come accade sui telefonini con Android nudo e crudo, la scarsezza di personalizzazioni si evince anche nei menu della fotocamera. Sul G6 Plus, che pure rinnova il reparto multimediale, succede lo stesso: servirà un po’ la mano per ottenere le migliori impostazioni, ovviamente nella modalità manuale, visto che già l’automatica semplifica la questione con il doppio focus. La chicca è un tastino, fondamentalmente un quadrato, posto poco sopra lo shutter virtuale della fotocamera che, se premuto, riprende l’oggetto in primo piano restituendo informazioni peculiari su questo. Ad esempio inquadrando un fiore bianco sapremo di cosa si tratta. Merito dell’AI? No per nulla, ma solo un’implementazione software.

Il software

Al di là dell’esperienza Android, la nuova Motorola, sotto il controllo di Lenovo, ha imparato a rendere essenziale la sua presenza nel sistema operativo di Google. Questa si traduce sostanzialmente in un’app che riassume tutte le funzionalità particolari abilitate dal Moto. Le Moto Key, Actions, Display, Voice sono, rispettivamente, un modo per accedere ad app e siti con nome utente e password solo con l’impronta; le gesture personalizzabili con cui aprire e attivare menu; le impostazioni dello schermo e delle notifiche; i comandi vocali in versione Beta, già in italiano.

Il verdetto

Motorola ha fatto un passo avanti abbastanza significativo con la sua famiglia Moto G quest'anno, e il Moto G6 Plus è senza dubbio il migliore dei tre. Detto questo il telefono ha velocità, raffinatezza e quella solidità che uno smartphone di fascia media non sempre offre. Perfetto per chi ha un budget limitato, vale tutti i 299 euro necessari all’acquisto.

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