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Huawei-Usa: Microsoft può tornare a vendere software ai cinesi

Il Governo Usa ha allentato il ban imposto a maggio e poi prorogato; una svolta per l'azienda di Shenzhen, in attesa di Google

Huawei-apertura

Alessio Caprodossi

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Huawei riparte da Microsoft, prima azienda statunitense che ha ottenuto l’autorizzazione del Governo a stelle e strisce per tornare a vendere il proprio software al colosso cinese delle telecomunicazioni. L’annuncio è arrivato da un portavoce della casa di Redmond, che alla Reuters ha fornito dettagli minimi sullo sblocco: “Il 20 novembre il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha concesso la richiesta per una licenza di esportazione per il mercato di massa a Huawei”. Una boccata d’ossigeno preziosa per l’azienda di Shenzhen, costretta finora a rivedere tutti i lanci di prodotto già programmati dopo il ban imposto il 19 maggio scorso da Trump, con l’inserimento nella black list delle società che non possono avere rapporti commerciali con le imprese americane.

Per i cinesi si tratta di una svolta, perché riallacciare le relazioni con Microsoft significa poter contare sul sistema operativo Windows 10 e sul pacchetto Office. Due elementi preminenti per le vendite su scala globale dei computer MateBook. Non a caso, infatti, Huawei ha in programma un primo colpo immediato, con il lancio del nuovo Matebook X Pro, visto in anteprima all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona e poi obbligatoriamente circoscritto al mercato cinese. L’apertura delle autorità statunitensi è stata, tuttavia, una sorpresa a metà, perché se nei giorni scorsi da Washington erano arrivati segnali distensivi circa l’alleggerimento del blocco, non era ancora chiara la data né quali aziende avrebbero potuto usufruirne.

Il Dipartimento del Commercio americano ha dichiarato che sono state più di trecento le richieste ricevute dalle aziende per la licenza di vendita verso il gruppo cinese, con più di settanta che sono già state discusse e approvate. In tale elenco è rientrata Microsoft ma non Alphabet, la casa madre di Google, dal quale dipende il futuro dei prossimi prodotti firmati Huawei. Dall’inizio del ban, infatti, i cinesi hanno introdotto sul mercato solo il Nova 5T, per il quale le licenze erano state ottenute nei mesi precedenti, mentre lo smartphone top di gamma Mate 30 Pro è stato presentato nel Vecchio Continente per rimanere poi in bella mostra sui siti europei (di Italia, Regno Unito e Germania), dove però - a differenza degli altri modelli - non è ancora acquistabile.    

Pur non essendoci ancora nessun dettaglio sull’eventuale ok che potrà ricevere Google, la sensazione è che il precedente Microsoft sia di buon auspicio per i clienti interessati all’acquisto dei più recenti e nuovi prodotti Huawei, e ancor più per l’azienda fondata nel 1988 da Ren Zhengfei.

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