Che senso ha comprarsi un telefonino Made in Mountain View in un momento storico nel quale l’85% dei telefonini è già in parte - o perlomeno nella parte più nobile (quella del sistema operativo) - basato su Google?

Per Sundar Pichai, amministratore delegato della grande G, la risposta sta tutta in tre parole: hardware, software e intelligenza artificiale. O, meglio, nella capacità di saper miscelare come nessun altro  questi tre ingredienti chiave per le sorti di un dispositivo tascabile.

Il nuovo Pixel 2, secondo capitolo dello smartphone secondo Google, è soprattutto questo: il tentativo di creare un prodotto concepito fin dalla nascita per essere al 100% funzionale rispetto alle potenzialità dei suoi componenti chiave. E dunque più utile per il consumatore.

Ancora due versioni, la più grande da 6 pollici

A dire il vero sarebbero due i telefoni in questione: un modello standard da 5 pollici realizzato da HTC (Google Pixel 2), e uno da 6 pollici con schermo pOled (Google Pixel 2 XL), prodotto da Lg. In Italia, però, vedremo solo quest'ultima variante, ed è quella su cui ci concentreremo.

Esteticamente parlando, il nuovo Google Pixel 2 XL ricorda per certi versi il V30 di Lg: il lato frontale del telefono è quasi privo di cornici, a tutto vantaggio dello schermo che può qui allargarsi a un invidiabile formato 18:9.

Più simile al vecchio modello è invece il lato B del dispositivo, perlopiù in alluminio ma con un piccola striscia di vetro nella quale spicca il grosso obiettivo fotografico con il suo flash. Al di sotto troviamo ancora il lettore di impronte digitali, collocato in posizione leggermente più bassa rispetto al passato, spariscono invece le anti-estetiche bande copriantenna, nascoste lungo i profili del telefono. 


Google Pixel 2

– Credits: Google

Google Pixel 2 XL: la dotazione

Dal punto di vista tecnico, il nuovo Pixel XL 2 arriva equipaggiato con un processore Snapdragon 835, 4 GB di RAM e 64 GB di memoria fisica. 

Il display, un'unità pOled da 6 pollici e 2.880 x 1.440 pixel di risoluzione, può essere impostato in modalità always on per avere sempre sott'occhio le notifiche principali senza bisogno di sbloccare il telefono. 

Sempre attivo è anche l'apparato "uditivo" del telefono: il Pixel 2 si mette immediatamente sull'attenti quando pronunciamo la parola d'ordine Ok Google, ma non solo. Essendo sempre in ascolto può anche riconoscere al volo (mostrandoci il titolo sul display) qualsiasi canzone in riproduzione nell’ambiente circostante.

Sulla batteria valgono per ora le dichiarazioni del produttore. Che promette una durata media di un giorno e una ricarica rapida ad alta efficienza: 15 minuti di ricarica con l'alimentatore USB Type-C in dotazione, fa sapere Google, sono più che sufficienti a garantire 7 ore di autonomia.


Google Pixel 2

– Credits: Google

Google Assistant è sempre più protagonista

Il nuovo Pixel 2 XL è il primo telefono Google equipaggiato nativamente con la nuova versione di Android (O), presentata lo scorso mese di Agosto.

Fra i punti di forza della piattaforma spicca la centralità di Google Assistant, l'interfaccia intelligente che promette di semplificare l'interazione con le funzioni chiave del telefono grazie (anche) alla comprensione del linguaggio naturale

La novità rispetto al primo Pixel sta qui nella possibilità di richiamare l'assistente attraverso una semplice pressione sui lati del telefono: in pratica basta strizzare il Pixel ai fianchi e pronunciare un comando - ad esempio "scatta un selfie" o "ricordami di andare dal dentista venerdì prossimo" - affinché il maggiordomo di Google si metta in azione.

Google Pixel 2

– Credits: Google

Google Pixel 2 XL: la fotocamera

Al contrario dei principali produttori di fascia alta, tutti ormai pressoché allineati sull'idea di una doppia fotocamera posteriore, per il suo nuovo Pixel Google ha optato per una sola fotocamera da 12.2 megapixel con sensore da 1.4 μm stabilizzato (sia dal punto di vista ottico che elettronico), obiettivo f/1.8 e autofocus laser dual pixel. La fotocamera frontale, invece, si basa su un più modesto sensore da 8 megapixel e con messa a fuoco fissa e ottica con apertura f/2.4.

In fase di presentazione, Google ha voluto enfatizzare il risultato record (98/100) fatto registrare dal Pixel 2 nei primi test fotografici effettuati dagli esperti DxOMark. E ha sottolineato le doti del sofisticato sistema di elaborazione dell'immagine nella risoluzione delle mansioni ad alto tasso di difficoltà. Ad esempio, scattare un ritratto a regola d'arte - con tanto di sfondo sfocato - senza bisogno di un secondo obiettivo.

Da Google Lens all'AR: anche la fotocamera si scopre intelligente

Al di là della dotazione per lo scatto, la fotocamera del nuovo Google Pixel 2 XL si fregia poi di alcune risorse per l'archiviazione e la lettura intelligente delle immagini.

C'è innanzitutto Google Foto, qui in una versione senza limiti che consente di caricare immagini e video in formato originale sul cloud per evitare di intasare la memoria del telefono. 

C'è il supporto alla realtà aumentata, che permette fra le altre cose di creare veri e propri adesivi animati tridimensionali da applicare sulle foto e sui video personali.

Ma c'è soprattutto Google Lens, un'applicazione integrata nel menu fotografico che permette di ricevere informazioni in tempo reale sulle foto che ritraggono luoghi d'interesse, libri, brani musicali, film e opere d'arte. Il tutto in modo completamente automatico, senza cioé bisogno di effettuare ulteriori ricerche testuali. 

Google Pixel 2

– Credits: Google

In Italia entro la fine dell'anno

Google Pixel 2 arriverà in Italia entro la fine dell'anno nella sola versione XL da 64 GB distribuito su Google Store e in partnership esclusiva con Tre. 

L'arrivo del telefono segnerà anche l'esordio ufficiale della versione tricolore di Google Assistant, fino ad oggi non disponibile. Per vedere in Italia anche gli altri prodotti dotati di intelligenza artificiale (compreso l'altoparlante smart Google Home), bisognerà invece attendere ancora.

Non ancora rilevato il prezzo nel nostro Paese, ma visto il cartellino statunitense (849 dollari) è facile prevedere una spesa di poco inferiore ai 1.000 euro. 

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