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Google ci ripensa? Mate 20 Pro di nuovo online

Dopo averlo tolto dagli smartphone disponibili a ricevere Android Q (in versione beta), il dispositivo di Huawei torna in elenco

Huawei Mate 20 Pro 00017

Antonino Caffo

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Quando Google ha annunciato ufficialmente il programma beta di Android Q al Google I/O 2019 all'inizio di maggio, ha rivelato 21 dispositivi già inseriti nell'iniziativa. Uno di questi era il Huawei Mate 20 Pro.

Tuttavia, quando il governo degli Stati Uniti ha inserito la compagnia cinese nell'elenco delle società "pericolose" per gli Usa, tutti i prodotti presenti nel programma Android Enterprise e idonei ad Android Q sono spariti. La notizia? Nella notte italiana, il solo Mate 20 Pro è tornato alla ribalta, di nuovo nell'agenda di aggiornamento alla versione 10 del sistema operativo.

Non sappiamo se ci sono stati progressi nei colloqui tra Huawei e Google, ma questa è sicuramente una buona notizia per i possessori di uno dei terminali di punta della compagnia, prima dell'arrivo del P30 e P30 Pro. Riaverlo nel processo di update di Q vuol dire la certezza che il telefonino riceverà sicuramente i pacchetti rilasciati da Google prima dell'arrivo ufficiale di Android Q e poi, chissà, anche il firmware definitivo, probabilmente in autunno.

Da quello che ne deduciamo, Android 9 Pie non sarà l'ultima versione dell'OS di Big G per il dispositivo uscito nel 2018. Tuttavia, i prossimi telefonini, come il Mate 30 potrebbero già abbandonare il software americano, in favore di un sistema operativo proprietario, che potrebbe essere chiamato Ark OS o HongMeng OS.

Gli Stati Uniti hanno concesso a Huawei un periodo di stallo di 90 giorni prima che tutti i servizi e le attività commerciali con agenzie statunitensi siano terminati. Tra le aziende che hanno stretto legami con Huawei ci sono Google, ARM, Intel, Qualcomm e molte altre.

Tuttavia, c'è chi ha annunciato pubblicamente di voler ancora camminare al fianco della multinazionale con sede a Shenzen, tipo Panasonic e TSMC, anche se è evidente che la situazione potrebbe cambiare da un momento all'altro, pendendo ora dalla parte di Washington (che vorrebbe un ban totale), ora da quella di Pechino.

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