Google Feed
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Google Feed: come funziona (e i consigli per utilizzarlo meglio)

Il sistema che distribuisce automaticamente notizie e contenuti nell’app di Google è sempre più sofisticato. I suggerimenti per gestirlo al meglio

Google Feed è una di quelle risorse presente su tutti i cellulari ma che non tutti usano, o perlomeno, usano correttamente. Stiamo parlando, per chi non la conoscesse, di quell’opzione annegata nell’app di Google (l’ex Google Now) che distilla in modo automatico i contenuti che presume siano di nostro interesse. Dalla sua app mobile, proprio sotto la barra di ricerca, il feed ci propone in pratica tutta una serie di link e articoli che, sulla base delle nostre ricerche pregresse, reputa rilevanti.

Un sistema che opera con intelligenza (artificiale)

Il motore che soggiace alla selezione automatica dei contenuti è stato perfezionato negli ultimi mesi. Il feed, ha spiegato recentemente la società di Mountain View, utilizza un motore di machine learning che impara da tutte le nostre interazioni con l'Universo Google.

Detto in altre parole: i risultati sportivi, le notizie interessanti, le storie, i video musicali che ci appaiono in primo piano ogni qual volta apriamo l’app di Google sono la risultante delle nostre ricerche su Chrome, YouTube, Google Search, Google Maps e via dicendo.

Come migliorare la pertinenza

Le proposte di Google, va detto, non sono sempre pertinenti. Google Feed lavora per approssimazione, frugando sia fra le nostre ricerche ricorrenti, sia fra quelle più sporadiche. Il che, chiaramente, può generare del rumore di fondo.

Per questo motivo il sistema è già predisposto per eliminare manualmente sia le sorgenti che gli argomenti che consideriamo poco e per nulla interessanti. Se ad esempio Google Feed ci propone il video di un cantante che non ci piace (solo perché in passato abbiamo fatto una ricerca sul suo conto) possiamo comunque avvisarlo che si tratta di un artista che non vogliamo seguire.

Chi cerca trova (e segue)

Le opzioni di personalizzazione non si limitano alla mera cancellazione di sorgenti e argomenti che ci vengono suggeriti in modo erroneo. Ogni qual volta effettuiamo una ricerca passando dal motore dell’applicazione, possiamo segnalare a Google quali sono gli argomenti su cui vorremmo essere aggiornati attraverso il pulsante Segui (opzione già attiva negli Stati Uniti e in fase di rilascio nel resto del mondo).

Strumenti di questo tipo, come si può vedere, puntano a sviluppare relazione molto simile a quella che si innesca fra follower e followed in ambito social.


 

Da feed a magazine personalizzato

Al di là della pertinenza, l'altra grande sfida di Google Feed sta nella capacità di dosare i contenuti in modo vario e diversificato: trattandosi di un sistema completamente automatico, che non prevede cioé alcuna moderazione umana, Google Feed tende a essere un po’ monotematico, sia nella scelta degli argomenti che nelle fonti.

Sotto questo profilo l’obiettivo di Google sembra già scritto: trasformare il feed da un elenco di contenuti pertinenti a una vera e propria rivista digitale ricca di spunti vari e diversificati. Ci sarà bisogno di dosi supplementari di intelligenza artificiale ma anche di un maggior livello di fiducia da parte degli utenti. Che dovranno istruire il sistema sui propri gusti più intimi, sempre che siano disposti a sacrificare una parte della loro privacy.

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