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Cos'è il display "sonoro" del Galaxy S10

Samsung ed LG sono pronte a rivoluzionare il design degli smartphone con una tecnologia innovativa già anticipata dal Vivo Nex

galaxy s10 display suono

Antonino Caffo

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A febbraio del 2019, al Mobile World Congress di Barcellona, vedremo con molta probabilità il nuovo Galaxy S10. Dovendo fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita, Samsung deve inventarsi qualcosa di strabilianti e innovativo ogni anno. Beh, per il 2019 dovremmo essere sulla strada giusta, stando a un paio di voci uscite dai laboratori della divisione Samsung Display.

Cosa sappiamo

Si tratta della branca aziendale specializzata nella produzione di schermi e pannelli per tanti aggeggi hi-tech; dai più piccoli smartphone sino ai grandi televisori QLED, che tanto vanno di moda ultimamente. La stessa Samsung Display starebbe per avviare la fase di realizzazione di massa del primo vetro “sonoro” per la telefonia mobile, destinato a debuttare proprio sul futuro Galaxy S10.

Si tratta di una tecnologia che permetterebbe al cellulare di fare a meno delle classiche uscite audio odierne, poste nella parte inferiore della scocca, a beneficio di un suono trasmesso direttamente dallo schermo, attraverso l’hardware e i sensori posizionati internamente. Tale tecnica consentirà, qualora fosse vero, di costruire smartphone davvero senza cornici, sia in alto che in basso, eliminando le attuali interruzioni nel design dovute alle casse, porte di ricarica, fotocamera per i selfie e capsula per le telefonate.

A conti fatti, l’unico elemento che resterà visibile sarà il microfono, già adesso ridotto a un puntino quasi invisibile nel computo generale di un dispositivo. Dove finirà tutta la pletora sensoristica necessaria?

L’esempio è Vivo

Non abbiamo alcuna conferma o presunta tale ma c’è già chi ha segnato una possibile soluzione da qui ai prossimi anni. Vivo Nex è il telefonino del futuro, successore di Xplay 7, quello che realizza un bel po’ di tecnologie che i grossi marchi potrebbero far proprie nell’immediato. Prima di tutto la fotocamera anteriore che è nascosta in un carrellino retrattile, simile a quello che conserva sim e microSD. In questo modo non bisogna dedicare alcuno spazio frontale alla camera, che viene fuori solo all’occorrenza.

Sempre Vivo aveva mostrato, e poi finalizzato, il lettore delle impronte sotto il vetro del display. Sul Nex c’è già una seconda versione dello stesso, più precisa e capace di riconoscere le dita su una porzione più ampia, ovvero: bisogna comunque poggiare il polpastrello su una zona delimitata ma meno del prototipo di smartphone precedente, dunque più funzionale a un utilizzo quotidiano.

Suona familiare

Tornando al display “sonoro”, per Vivo l’innovazione si traduce nel cosiddetto Screen SoundCasting, ovvero un pannello che abilita una trasmissione audio simile alla conduzione ossea, dove il segnale viaggia attraverso le superfici del cranio per giungere sino all’orecchio. Nella pratica, invece di sfruttare l’aria come vettore di frequenza, il SoundCasting usa l’hardware del dispositivo per trasferire il suono dai chip all’esterno, in modalità stereo perché dislocata ovunque sul terminale.

Anteprima al SID

Bisognerà capire quanto il sistema darà soddisfazioni in ambienti rumorosi o parecchio caotici ma la soluzione è interessante e ha rappresentato uno dei trend di maggior successo al recente SID, la kermesse Society of Information Displays, in cui non solo Samsung ma anche LG ha fatto intendere di essere intenzionata a integrare la tecnologia su un prossimo device della linea ThinQ.

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