Smartphone & Tablet

Perché l’Italia ha bisogno del Droidcon

Per il quinto anno consecutivo la comunità di sviluppatori ed esperti si incontra per parlare del presente e futuro di Android, con un occhio alla sicurezza

Droidcon 2018

Antonino Caffo

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Droidcon sta ad Android come la WWDC sta ad Apple e la F8 a Facebook. Si tratta di conferenze dedicate agli sviluppatori durante le quali si parla non solo della novità dal punto di vista software ma anche delle problematiche di un panorama, quello mobile, in continua evoluzione.

A differenza di iOS, sistema molto più chiuso e controllato dalla Mela, l’ecosistema Android vive una perenne frammentazione. Basti pensare che oggi l’ultimo iOS 11 è su oltre il 76% di tutti gli iPhone e iPad attivi al mondo, mentre il recente Oreo a stento arriva al 5% di adozione globale. Il motivo? Aggiornamenti più lenti e che dipendono non solo dal rilascio del codice da parte di Google ma delle decine di personalizzazioni apportate dai singoli produttori, che rispondono al nome di Samsung, Huawei, LG, Asus, HTC e chi più ne ha più ne metta.

La frammentazione regna sovrana

Ciò rende estremamente complicato e sfidante creare uno standard condiviso, per cui appuntamenti come il Droidcon servono anche a questo: capire dove sta andando il robottino verde, quali sono i margini di miglioramento e in che modo accrescere la sicurezza di smartphone e tablet. È un dato di fatto che la vastità del contesto Android porti con sé rischi maggiori per la privacy e la protezione degli utenti.

 

Nel giro di qualche anno, chi usa un iPhone non più aggiornabile si decide a passare ad altro, soprattutto perché si ritrova tra le mani un telefonino obsoleto dal punto di vista delle app che perdono il supporto.

Invece ancora adesso vagano per l’etere digitale milioni di dispositivi Android fermi alla versione 3 o 4, privi di patch correttive e potenzialmente vulnerabili dagli hacker. Insomma, manca un filo conduttore e il Droidcon si candida, oramai da 5 anni, ad esserlo, stimolando il dibattito, coinvolgendo le multinazionali e sensibilizzando gli utenti, non solo in Italia.

Italiani, paese di sviluppatori

La schiera di sviluppatori nel nostro paese è folta e cresce sempre di più. L’evento 2018, che si è svolto alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, ne è la dimostrazione: oltre 1.500 partecipanti in due giorni di sessioni, 50 talk, 60 speaker in rappresentanza di grandi aziende, tra cui Google e Uber, workshop, barcamp e 22 sponsor.

Tra questi anche Zebra Technologies, che su Android ha puntato sin dall’inizio come strumento per innovare nel settore aziendale. Ad esempio dotando le catene dei negozi di smartphone potenziati con scanner e lettori, che in un batter d’occhio controllano la merce in magazzino per velocizzare i tempi e ottimizzare il servizio verso il cliente.

Il futuro è qui

Droidcon ha messo in mostra una serie di tendenze interessanti che nei prossimi mesi invaderanno il mercato, col marchio del sistema operativo di Google ovviamente. Pensiamo all’Internet delle Cose, agli indossabili (smartwatch, smartband), alla realtà virtuale, che proprio dagli smartphone Android ha ottenuto una spinta fondamentale per farsi conoscere fuori dalla nicchia degli appassionati. Visori come i Gear VR di Samsung e i Daydream di Google (poco conosciuti in Italia) consentono di entrare nel magico mondo 3D spendendo relativamente poco.

La prossima tappa del Droidcon è a Berlino, dal 25 al 27 giugno, città dove la manifestazione ha visto i natali nel 2009 e che, nel 2017, ne ha sancito l’ingresso nel gruppo Messe Berlin, lo stesso che organizza l’IFA di settembre.

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