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Cellulare in auto: perché le nuove sanzioni servono a poco

Tre mesi di sospensione della patente per chi utilizza il telefono in auto senza vivavoce. Ma servirà davvero a ridurre il numero di incidenti?

Questa settimana la Commissione Trasporti della Camera ha approvato l'emendamento che inasprisce le pene per chi utilizza in modo inopportuno il cellulare in auto. D'ora in avanti, in pratica, chi viene pizzicato a parlare o a utilizzare il telefonino senza vivavoce può incorrere nell'immediata sospensione della patente fino a tre mesi (che possono diventare sei in caso di recidiva), fino a 1.294 euro di multa e detrazione di 5 punti dalla patente.

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Il passo in avanti rispetto al passato è indiscutibile: se fino a ieri la sospensione della patente scattava soltanto dopo la seconda infrazione in due anni, ora ?" con le nuove misure ?" il guidatore indisciplinato verrà immediatamente sanzionato. Ciononostante resta il dubbio che la norma non sortisca l'effetto desiderato, che è poi quello di ridurre il numero di incidenti stradali causati dalla distrazione "tecnologica".

Una norma difficile da attuare

Ci si chiede: la norma, per come è concepita, è davvero efficace? Quante probabilità ci sono che una pattuglia della stradale riesca a individuare il conducente in flagranza di reato? Quali mezzi verranno utilizzati per attestare l'infrazione?

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Personalmente non conosco nessuno che negli ultimi 10 anni sia stato colto con le mani nella marmellata, o meglio, sul display. Forse perché tutti hanno ormai imparato, furbescamente (e miseramente), ad allontanare il cellulare dall'orecchio alla vista della volante.

Un problema che va affrontato a monte

Credo, anzi, resto convinto che norme di questo tipo ?" per quanto opportune ?" non risolvano il problema alla radice. L'uso imprudente della tecnologia deve essere affrontato anche a livello sistemico, prevenendo e correggendo a monte i comportamenti sbagliati. Perché, è vero, l'occasione fa l'uomo ladro (e imprudente) ma è vero anche il contrario: un contesto migliore influisce positivamente sulla condotta del singolo. 

Tradotto in soldoni: oltre a imporre la pena al conducente perché non obbligare anche i produttori di auto a offrire di serie sistemi di vivavoce Bluetooth? E perché, visto che ci siamo, non obbligarli pure a dotarsi di tutti  quei sistemi (Apple CarKit, Android Auto) che permettono al guidatore di interagire con la tecnologia (anche vocalmente) in modo più sicuro anziché passare da un minuscolo display di un cellulare?

Il vivavoce (e gli altri deterrenti) come la cintura di sicurezza

Il dato sugli incidenti stradali causati dalla distrazione da cellulare (il 21% secondo l'ultimo rilevamento Istat, più della velocità e della distanza di sicurezza non rispettata) sarebbe già di per sé sufficiente a giustificare misure di questo tipo. A equiparare, cioé, il vivavoce e tutte le altre tecnologie volte a garantire la comunicazione a mani libere al pari della cintura di sicurezza: strumenti obbligatori e non più accessori per qualsiasi mezzo venga immesso sulla strada.

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Anche sulle pene ci sarebbe poi da ridire. Siamo davvero sicuri che le sanzioni così comminate colpiscano nel segno? La mia è una provocazione, ma fino a un certo punto: non sarà forse che per certi assassini a doppia spunta (non si può definire altrimenti chi attenta alla propria vita e a quella altrui per il capriccio di rispondere a un messaggino su WhatsApp) sia forse più doloroso il ritiro del cellulare piuttosto che quello della patente?


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