Roberto Catania

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Google vuole parlare con noi, anche quando siamo in casa. Non è un mistero che fra le grandi ambizioni di Mountain View ci sia anche quella di ricalibrare l’esperienza d’uso del suo motore di ricerca intorno all’interazione vocale, soprattutto fra le mura domestiche.

Se i primi apparecchi casalinghi costruiti intorno a Google Assistant – perlopiù speaker intelligenti - ci hanno dato un assaggio di come potrebbe cambiare (o forse sta già cambiando) il nostro rapporto con le ricerche, i prossimi faranno anche di più. Lo dicono (lo promettono) i grandi interpreti del mondo hi-tech, o almeno quelli che stanno lavorando sulle opportunità per ampliare l'attuale modello di interazione con l’intelligenza artificiale.

Un po' tablet, un po' altoparlante: Lenovo punta sull'esperienza ibrida

Un esempio illuminante di ciò che ci attende ci arriva da Lenovo e dal suo Smart Display, una sorta di tablet da tavolo con speaker incorporato, in grado di combinare l’esperienza vocale con quella visiva. Si tratta del primo vero tentativo della società (uno dei primi in assoluto) di dare un volto, o quantomeno una fisionomia visibile a Google Assistant.

Non solo voce: foto e video arricchiscono l'esperienza

Il vantaggio, sulla carta, è evidente: se chiacchierare con un maggiordomo virtuale è già una grande comodità, poterne vedere i contributi su uno schermo rende il tutto molto più coinvolgente. Quando porremo una domanda a Google Assistent non riceveremo solo una risposta vocale ma anche un contenuto visivo – foto o video – in grado di arricchire la nostra esperienza: vedremo ad esempio la mappa per arrivare al ristorante di cui abbiamo chiesto informazioni, o il video su YouTube della canzone che desideriamo ascoltare, piuttosto che l’agenda coi nostri prossimi impegni.

Due versioni, a partire da 199 dollari

Lenovo Smart Display, che arriverà sul mercato entro la fine dell’anno nelle due versioni da 8 e 10 pollici (i prezzi, negli Stati Uniti, partiranno da 199 dollari), rientra nel filone dei cosiddetti smart devices, dispositivi connessi costruiti per arrivare - o quantomeno arrivare meglio - in tutti quegli ambiti che richiederebbero un'esperienza più coinvolgente rispetto a quella offerta da smartphone e PC.

La strategia di Lenovo su questo fronte è molto chiara, ha precisato Yang Yanqing, chairman e CEO di Lenovo. "I dispositivi smart su cui stiamo lavorando avranno cinque caratteristiche chiave: saranno sempre connessi, monteranno sensori di ogni tipo , sfrutteranno la voce e le interfacce naturali, potranno dialogare con altri dispositivi connessi (ad esempio quelli che gestiscono illuminazione e riscaldamento) e si appoggeranno a infrastrutture cloud per sfruttare in maniera  delocalizzata una potenza di calcolo altrimenti non possibile".

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