Vodafone: non aprite quella posta!
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Vodafone: non aprite quella posta!

L’operatore mette in guardia i clienti dalle email fraudolente contenenti fatture false. Ecco i consigli per non cadere nel tranello

Il phishing si evolve. E diventa sempre più subdolo. L’ultima frontiera dell'email fraudolenta è quella delle false fatture online: email fake contenenti virus o altri malware potenzialmente pericolosi inviate da cybercriminali in grado di imitare in tutto e per tutto le comunicazioni dei grandi fornitori di servizi (operatori telefonici, società di distribuzione di energia elettrica, gas, acqua).

Per questo motivo, Vodafone invita i propri clienti a seguire alcune semplici indicazioni per smascherare gli eventuali tentativi di truffa. "La mail di notifica emissione fattura Vodafone", spiega l’operatore in una comunicazione inviata ai clienti, "deve provenire esclusivamente dall’indirizzo fatture@vodafone.it, l’unico certificato per il recapito della fattura".

Inoltre, precisa ancora l’operatore, deve contenere per esteso Nome e Cognome del cliente (o Denominazione in caso di azienda), numero e data coerenti con il periodo di emissione e la data di scadenza (di norma a 20 giorni dopo l’emissione della fattura).

A dire il vero, ci sarebbe un modo ancora più semplice per scovare l'inganno: controllare gli addebiti. “Qualora l’email riportasse importi elevati di fatturazione, chiedendo di verificare i dettagli della spesa, ti invitiamo a non aprirle e cestinarle”, scrive il team di Vodafone nella sua lettera di avvertimento.

Il fenomeno del phishing, si legge da uno studio commissionato da Verizon, è cresciuto nel 2015 del 23%, ma a preoccupare di più è forse l’incremento nell’efficacia degli attacchi: quasi un’email fraudolenta su tre (il 30%) viene aperta (+7% rispetto al 2014), e nel 13% dei casi l’utente arriva si ritrova ad aprire l’allegato malevolo o a cliccare sul link dannoso, permettendo l’infiltrazione del malware e l’accesso del cybercrimine.

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Roberto Catania

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