Sicurezza

Sicurezza, arrivano i droni "parlanti"

L'obiettivo è migliorare le operazioni portuali. Sperimentati per due anni nei centri Apm Terminals di San Antonio e Santiago, l'Italia dovrà attendere

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Eleonora Lorusso

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"Aumenteremo la sicurezza delle operazioni" nei porti. Non hanno dubbi i vertici di Apm Terminals, la prima azienda al mondo a introdurre una nuova frontiera nei controlli sul lavoro: i droni "parlanti". Non solo volano e sorvolano le aree da monitorare, ma sono anche in grado di "comunicare" con il personale a terra, segnalando eventuali pericoli.

Cosa sono i "droni parlanti"

Si tratta di mezzi che, al pari degli altri droni in circolazione, sono in grado di sorvolare aree anche piuttosto estese (anche 415.000 mq), guidati da remoto. Nel caso specifico, i piccoli velivoli faranno il loro debutto nel settore marittimo, per il controllo di tutte le operazioni di carico e scarico dei container nei porti. Il loro compito è quello di verificare che le procedure si svolgano secondo le norme previste, soprattutto per evitare incidenti e collisioni nei piazzali.

A determinarne le traiettorie e i percorsi è il personale addetto alla sicurezza, che controlla la monitor in ufficio gli spostamenti lungo corridoi aerei ben definiti e sui quali sono state effettuate prove e sperimentazioni per due anni.

Il vero valore aggiunto di questi droni, però, è il fatto che possono "parlare": essendo dotati di altoparlanti, i piloti che si trovano nella "centrale di controllo" sono in grado di fornire indicazioni vocali agli addetti alla movimentazione di merci e container. Tutto ciò diventa fondamentale nel caso in cui venga rilevata un'operazione o una manovra anomala.

Secondo l'azienda la nuova tecnologia permette di segnalare eventuali condotte non corrette che "possano provocare incidenti".

L'introduzione nei porti

I porti e il settore della logistica sono il primo ambito di impiego di questa nuova tecnologia che, sfruttando i mini-aerei senza pilota, si annuncia come rivoluzionaria. In realtà l'idea è stata mutuata dal comparto minerario, dove sono stato usati i primi esemplari.

Partendo da quei prototipi, sono stati sviluppati modelli più sofisticati, che adesso sbarcheranno nel distretto della logistica marittima. Dopo due anni di prove, gli "agenti" del cielo sono ora pronti a iniziare il loro lavoro in Cile. La Apm Terminals, che fa parte del colosso danese Maersk (il numero 1 degli armatori al mondo) e che ha testato i mini velivoli dotati di impianti di riproduzione audio sulla carlinga, li impiegherà nei propri centri di San Antonio e Santiago.

A quando in Italia?

In realtà la risposta è "mai", almeno nelle intenzioni dei sindacati, che si oppongono con forza all'introduzione di tecnologie del genere. Nonostante le rassicurazioni dell'azienda, che spiega come l'intento sia quello di ridurre le situazioni di rischio legate ai movimenti delle gru e dei camion nei porti, l'idea di estendere anche in Italia l'azione dei mini sorveglianti elettronici è stata bocciata in pieno. Secondo i responsabili porti della Cgil, infatti, invece che aiutare i lavoratori i "droni parlanti" non farebbero altro che aumentare i livelli di stress tra gli operatori, a causa del controllo costante che verrebbe messo in atto.

I precedenti

Il rifiuto e le motivazioni ricordano da vicino quelle dei lavoratori di Amazon contro il bracciale elettronico che l'azienda di consegne ha brevettato con lo scopo di rendere più veloce la ricerca dei prodotti nei magazzini da parte dei dipendenti. In quel caso il dispositivo, indossato dai lavoratori, funziona come un vero computer sul quale appaiono le coordinate e i dettagli sul pacco da cercare, in base alle indicazioni fornite dall'inventario centrale dell'azienda.

I sindacati, però, avevano immediatamente protestato, accusando il colosso di vendite online di voler controllare i dipendenti, il cui dispositivo "vibra" nel caso di errore. Secondo le sigle sindacali, che avevano scioperato, il dispositivo renderebbe le persone più simili a dei robot, che eseguono ordini inviati elettronicamente.

Anche in questo caso il timore è che i droni, oltre ad aumentare l'efficienza, rappresenti uno strumento di sorveglianza ulteriore sui lavoratori.

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