Sicurezza

Iphone, il giudice di New York che aiuta Apple contro l'Fbi

Per le indagini in un caso di droga, un tribunale federale ha deciso che l'azienda di Cook non è obbligata a sbloccare un telefono

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Redazione

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Un giudice federale di New York, James Orenstein, in una sentenza per un caso di spaccio di droga, ha deciso che il dipartimento di giustizia non può obbligare Apple a sbloccare un iPhone.

La decisione è opposta a quella del giudice californiano che ha ordinato a Apple di creare un software ad hoc per accedere all'iPhone di uno degli autori della strage di San Bernardino, scatenando un conflitto fra l'azienda e il governo degli Stati Uniti e un dibattito a livello internazionale su privacy e sicurezza.

La scelta di Orenstein non ha effetti diretti sul caso di San Berbardino ma offre a Apple uno strumento in più nel dibattimento davanti al giudice californiano che dovrà decidere chi ha ragione fra l'azienda di Cook e l'Fbi. Rappresenta anche un punto di forza nel caso di appello al quella sentenza.

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Il legislatore dovrebbe intervenire, auspica il giudice di New York nella sua sentenza, passando la palla al Congresso. "Come bilanciare al meglio questi interessi è una questione di importanza cruciale per la nostra società e la necessità di una risposta diventa ogni giorno piuù urgente, perché i progressi tecnologici oltrepassano i confini di ciò che sembrava possibile anche alcuni decenni fa", scrive il giudice James Orenstein.

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"Ma il dibattito deve aver luogo oggi, e deve avvenire tra i legislatori che sono attrezzati a considerare le realtà tecnologiche e culturali di un mondo che i loro predecessori non potevano neppure iniziare a concepire", prosegue.

Ma alla fine, sottolinea, la questione a cui rispondere "non è se il governo dovrebbe essere in grado di costringere la Apple a sbloccare uno specifico apparecchio ma se la legge 'All Writs act' (che risale a 227 anni fa e che regola i decreti che una corte puo' emettere per attuare la sua giurisdizione, ndr) - risolva questo problema e molti altri analoghi in futuro". Per Orenstein non lo risolve, e quindi Apple non è obbligata ad aiutare l'Fbi contro la sua volontà.

[Ansa, The Verge]

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