Sicurezza

Se anche la stampante è a pericolo hacker

Due chiacchiere con Tino Canegrati, AD di HP Italia, per scoprire che l’innovazione è anche proteggere quello a cui teniamo di più

stampante hacker hp

Antonino Caffo

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Esattamente un anno fa, l’hacker conosciuto come Stackoverflowin si intrufolava in circa 150 mila stampanti. Lo faceva utilizzando un software con cui aveva individuato quelle connesse in rete e non protette, nemmeno da una semplice password. Il risultato? 150 mila fogli, usciti da vari modelli di HP, Brother, Canon, Dell, Epson, Lexmark, Konica Minolta, Oki, Samsung, che riportavano questa frase: Stackoverflowin è tornato e la tua stampante ora fa parte di una botnet che lavora su un’infrastruttura complessa. Per una tua sicurezza chiudi la porta dove è installata.

Stampante viva

Non dunque un’azione di sabotaggio finalizzata al furto di informazioni ma una campagna di sensibilizzazione per spiegare alle persone che anche un dispositivo del genere, notoriamente considerato passivo in realtà può trasformarsi in un vettore di ingresso nella rete domestica o dell’ufficio, se preso di mira da malintenzionati.

Prima di Stackoverflowin, già nel 2012, HP aveva dovuto fronteggiare un bug di alcune sue stampanti che, almeno in teoria, avrebbe permesso agli hacker di riscaldare il fusore che consente al toner di essere impresso sulla carta fino a distruggerlo o, peggio, causare un vero incendio delle parti interne, con conseguenze molto pericolose.

Come è cambiato il mondo

E proprio da quel momento HP ha cominciato a lavorare sodo per creare un ecosistema che fosse maggiormente protetto, soprattutto da intrusioni veicolate in rete che sempre più mirano non tanto a rendere le stampanti inservibili ma a spiare i documenti prodotti, che restano in memoria, sui server cloud che fanno da parcheggio o sui computer e smartphone collegati alla stessa rete Wi-Fi.

Proteggere l’Internet delle Cose

“Nessuno una ventina di anni fa avrebbe mai pensato che una stampante potesse connettersi a internet, con quale scopo poi? E invece oggi non possiamo fare a meno di uno strumento che ci permette non solo di imprimere sul foglio documenti e foto ma anche di scannerizzare lontano dalla postazione, tramite le app sul cellulare” – ci spiega Tino Canegrati, amministratore delegato di HP Italia. Un simile vantaggio però apre a scenari pericolosi, anticipati più su. “Già dal momento in cui un prodotto si collega al web, per ricevere o inviare dati, è potenzialmente a rischio intrusione. Per questo lavoriamo non solo per costruire un hardware che sia utile a compiere certe attività ma anche per realizzare un ecosistema più ampio, che faccia da contenitore di possibilità e scudo in difesa di dati e informazioni sensibili”.

Il punto è essenziale quando si considera che l’assenza di una idonea forma di protezione da parte di una stampante Wi-Fi, come di qualsiasi altro oggetto connesso, rappresenta una porta spalancata per chi sa sfruttare tali mancanze, come dimostra Mirai, la botnet (cioè un esercito di dispositivi controllati da terzi) che tra il 2016 e il 2017 ha causato vari attacchi in giro per il mondo, tra cui quello ai danni di Dyn, azienda che supporta i servizi web di GitHub, Twitter, Reddit, Netflix, Airbnb e molti altri. 

Il tema dell’innovazione

Gli esempi servono a esprimere un concetto particolare: innovare non vuol dire solo presentare tecnologie rivoluzionarie e strabilianti ma anche studiare modi per proteggere quelle esistenti. Come ci spiega Canegrati, HP lo fa seguendo una tripla direttrice: “Lavoriamo per mettere al sicuro le proprietà digitali delle persone, partendo dalle necessità più basilari. Con Sure View abbiamo realizzato uno schermo per notebook che difende la privacy quando c’è qualcuno seduto al nostro fianco. Sembrerà un’esagerazione ma non potete immaginare quanti segreti sono vulnerabili al momento in cui passano in chiaro dinanzi ai nostri occhi".

"Il secondo pilastro che ci guida è la volontà di proporre sempre soluzioni funzionali alle esigenze di pubblici diversi. Dalla linea di portatili per il gaming (gli Omen) a quelli per l’ufficio, oggi sappiamo di poter accontentare pubblici diversi, senza dover scendere a compromessi. Infine, studiamo la maniera migliore per impattare il meno possibile sulle risorse naturali. Tra le innovazioni nel settore stampanti ricordiamo PageWide, con cui si ottimizza la durata di inchiostri e testine, per far si che durino di più e dunque consumino di meno in termini di costi per gli utenti e rifiuto per l’ambiente”.

Molto del futuro di HP è stato presentato all’Innovation Summit di Barcellona, dove tra i tanti temi si è parlato anche di stampa 3D e immersive computing, nel cui contesto la multinazionale svolge un ruolo pioneristico. La dimostrazione è stato il lancio, a fine 2014, di Sprout, un computer desktop capace di scannerizzare in tre dimensioni qualsiasi oggetto ripreso dalle sue fotocamere, per poi convertirlo in un modello virtuale da integrare in progetti di didattica, creatività e lavoro.

Nel 2017 è arrivata la seconda versione (G2) che completa una linea di prodotti vasta e variegata, che culmina in una macchina, lo Z VR Backpack, che sa davvero di futuro: uno zaino che contiene tutto il necessario per tuffarsi nella realtà virtuale. Qualcosa che nemmeno Tom Cruise in Minority Report.

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