Sicurezza

Hacker russi, in prigione l’agente Usa che ha divulgato i report segreti

Reality Winner è stata condannata a cinque anni di galera per aver informato i media del coinvolgimento di Mosca nelle elezioni del 2016

reality winner

Antonino Caffo

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Si chiama così, Reality Winner, l’ex collaboratrice della Nsa (come Edward Snowden) condannata il 23 agosto a cinque anni di carcere. Il motivo? Aver sottratto e consegnato ai media internazionali i documenti segreti del governo statunitense circa le attività di hacking della Russia durante il voto presidenziale del 2016.

Arrestata già a giugno del 2017, si deve in gran parte a lei il report che il sito The Intercept aveva pubblicato a inizio estate di quell’anno con i risultati delle interferenze degli hacker di Mosca nelle elezioni del post Obama. I file classificati dettagliavano gli sforzi del Cremlino per violare i sistemi di una delle aziende che aveva fornito il software di voto agli stati federali, nello specifico la Florida. La condanna inflitta a Reality Winner è ad oggi la più lunga nell’ambito di un crimine per fuga di notizie agli organi di informazione.

Cosa sappiamo

La 26enne era impiegata alla Pluribus International Corporation, specializzata in sistemi di sicurezza, con sede a Springfield in Virginia. Tra i clienti della compagnia c’è proprio la Nsa, presso i cui uffici (dislocati sul territorio), Reality Leigh Winner si recava per effettuare i suoi lavori.

Sebbene la polizia non abbia detto in che modo la ragazza avrebbe rubato i file segreti, è probabile che il tutto sia avvenuto in remoto, con un accesso a server e archivi sensibili in cui, di solito, le aziende partner della Nsa possono entrare. Il bello è che l’Fbi non l’avesse pesantemente interrogata un anno fa, probabilmente non avremmo alcun colpevole come fonte dell’articolo di The Intercept, fondato dall’ex giornalista del Guardian Glenn Greenwald, già depositario dei misteri del Datagate.

Primo arresto

Reality diventa la prima whistleblower a essere messa in prigione durante la legislazione Trump. La legge a cui il governo a stelle e strisce si rifà è l’Espionage Act, legge del 1918 che si è posta come strumento privilegiato con cui Washington è riuscito a fermare casi simili di spifferaggio di segreti militari alla popolazione civile. Chelsea Manning ed Edward Snowden sono i due esempi più conosciuti, sebbene il secondo non abbia sortito grossi effetti visto l’asilo politico offerto, guarda un po’, proprio dalla Russia al giovane contractor della Booz Allen Hamilton.

Ultima goccia

Stando alle ricostruzioni fornite dalla stessa Reality, la copia dei documenti classificati dagli archivi della Nsa sarebbe avvenuta il 7 maggio 2017, giorno in cui Donald Trump rimandava a casa James Comey, allora direttore dell’Fbi. Così si esprimeva la donna: “Per me è stato troppo. Non potevo restare ferma a guardare. Pensavo che se ero in quel luogo, in quel momento, era per fare qualcosa, per intervenire. Impossibile sopportare ancora un’altra goccia”.

Unico colpevole

Indagini interne della National Security Agency, hanno evidenziato come Reality Winner non fosse la sola ad aver duplicato i documenti del misfatto. Assieme a lei almeno cinque persone, a conoscenza dei fatti e di quello che la ex tecnica dell’Air Force (prima di entrare alla Pluribus International Corporation) avrebbe compiuto.

Dove sono gli altri? Perché a pagare è stata lei? Per la giustizia Usa il motivo è semplice: Reality è stata l’unica ad aver contattato una redazione giornalistica, probabilmente The Intercept ma non è stato mai appurato ufficialmente, col fine di far pubblicare la notizia. La sola a essere andata a fondo a questa vicenda, che in patria hanno, inspiegabilmente, gettato nel dimenticatoio.

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