Sicurezza

Germania: hacker contro la Merkel, cosa sappiamo

Violati e pubblicati in rete i dati di politici e giornalisti, compresi quelli della cancelliera tedesca. Come hanno fatto e dove vogliono arrivare i criminali

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Antonino Caffo

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Un indirizzo email, un numero di fax e diverse lettere firmate e destinate ad Angela Merkel sono apparse in rete nelle ultime ore. Si tratta di informazioni che fanno parte di una perdita molto più ampia, che ha coinvolto vari politici e gionalisti tedeschi. Tutti sono vittime di un attacco hacker confermato dal governo teutonico, tramite la portavoce Martina Fietz: "Il governo sta prendendo molto sul serio questo incidente. Vi aggiorneremo al più presto".

Cosa è successo: 3 gennaio sera

Sarebbero nell'ordine dei "milioni" i dati violati dai server governativi e diffusi in rete. Tra questi, alcuni riguardanti i funzionari politici della Camera del Bundestag, del Parlamento europeo e delle assemblee regionali e locali. Pare siano stati colpiti deputati di tutte le parti rappresentate presso il Palazzo del Reichstag a Berlino, dunque un attacco globale alla democrazia tedesca e non a solo qualche fazione partitica (sembra che sia rimasta fuori solo "Alternativa per la Germania" ma è da chiarire).

Dati oltre che sensibili

L'enorme archivio reso pubblico include elementi molto personali, come i dettagli delle carte di credito, i numeri di cellulare e persino le chat private con amici e familiari. Stando a chi ha messo mano ai database, al loro interno non dovrebbero esservi notizie scottanti e politicamente "esplosive"; sembra piuttosto che gli hacker abbiano voluto far capire di poter fare del male, almeno a livello digitale, più che mettere in subbuglio l'ordine prestabilito.

Secondo quanto ne sappiamo, prima di Natale un account su Twitter,@_0rbit (poi sospeso), ha cominciato a divulgare link ai dati compromessi, in una sorta di "calendario dell'avvento" molto particolare. Non è chiaro perché l'hack non sia emerso fino ad ora ma ad accorgersene potrebbero essere state proprio le prime vittime, ritrovandosi addebiti sui conti bancari senza essere i reali utilizzatori delle carte di pagamento. 

Come hanno fatto

Restano da capire anche le modalità di violazione portate a termine nel corso delle ultime settimane. Nessuna notizia ufficiale è finora emersa ma la pista più calda resta quella del phishing. Come si sa, basta un click di troppo su una email farlocca ricevuta sul computer, per far scoppiare un virus nel sistema e coinvolgere tutte le macchie connesse alla stessa rete, Wi-Fi o cablata che sia. Probabile che l'operazione vada avanti da mesi, anche per il grosso ammontare delle informazioni ottenute e pubblicate. 

Non è la prima volta

Il Bundestag è un obiettivo allettante per gli hacker. Nel 2018, i tecnici del parlamento hanno denunciato vari attacchi informatici contro parlamentari, militari e diverse ambasciate, presumibilmente condotti dal team russo "Snake". Conosciuto anche come "Turla" o "Uruburos", si ritiene che il gruppo abbia collegamenti con l'Intelligence di Mosca e che per essa lavori in ottica di furto e violazione cibernetica.

Nel febbraio del 2017, le autorità di Berlino hanno seguito un tentativo di intromissione presso le reti del Ministero degli esteri e di quello della difesa, accostato al Cremlino e alla probabile volontà di influenzare le elezioni del 24 settembre, per eleggere i membri del nuovo Bundestag. Alla fine, nessuna email ha avuto un ruolo nel voto, come successo negli Stati Uniti nel 2016.

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