Sicurezza

Bambini su Internet: 10 consigli per non correre rischi

Piccoli suggerimenti pratici da seguire prima di dare uno smartphone (o un tablet) ai propri figli

Bambini smartphone

Roberto Catania

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Un bambino su cinque entra in contatto con uno smartphone già nel primo anno di vita e, nell’80% dei casi, impara ad usarlo in tutta autonomia fra i 3 e i 5 anni.

Fanno riflettere (soprattutto i genitori) i dati rilasciati dal Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri. Ci si chiede:  esiste un’età giusta per iniziare a navigare? Secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, smartphone, tablet e altri dispositivi hi-tech andrebbero vietati fino ai 10 anni, più liberali i pediatri americani che sconsigliano l’uso della tecnologia solo fino ai 24 mesi di vita.

Qualsiasi sia l’orientamento dei genitori, una cosa è certa: mettere un bambino davanti a uno schermo può avere delle conseguenze. Serve buon senso e magari qualche piccolo accorgimento, soprattutto quando c’è di mezzo una connessione a Internet.  

Cynny, azienda fiorentina specializzata in soluzioni per la sicurezza online - fra queste anche un nuovo formato multimediale adattativo per la protezione della privacy in grado di riconoscere l’età, il sesso e le espressioni di una persona attraverso la fotocamera del computer o dello smartphone - ha stilato un decalogo con le regole che ogni buon padre e buona madre di famiglia dovrebbe tenere presente per proteggere i propri piccoli dalle insidie del Web.

1. Scegliere i filmati su YouTube

YouTube è l’app preferita dai piccoli, ma prima di fare per loro una ricerca di video è consigliabile disattivare la riproduzione automatica regolata dall’algoritmo e scegliere di persona ogni filmato che verrà visualizzato. Diffidiamo di quei titoli che riportano un ammasso di parole chiave attraenti per i piccoli.

2. Occhio alle chat

Le chat sono il luogo preferito dai predatori della rete. Se vostro figlio non può fare a meno di chattare con i suoi coetanei facciamo in modo che utilizzi il nostro telefono e solo per qualche minuto.

3. Leggere le informative

Ogni servizio dovrebbe spiegare bene in che modo gestisce i dati personali degli utenti. Se le informative non sono chiare o non ci convincono, lasciamo perdere. Se dobbiamo creare un profilo utente è bene farlo insieme al proprio figlio, e conoscerne la password.

4. Attenti ai permessi

Quando, al momento dell’installazione, un’app ci chiede il permesso di accedere alle foto e alla rubrica, un’attenzione particolare andrebbe rivolta alla provenienza e affidabilità del programma. Se si ha un dubbio, meglio disinstallare subito. Particolare attenzione meritano le app che consentono di fare acquisti in-app; se sono serie, dovrebbero anche consentire di disattivarli o bloccarli.

5. Il pericolo è dietro ai link

Quando scopriamo un sito o un’app che potrebbero interessare i nostri figli, sarebbe opportuno esplorare il contenuto e controllare che tipo di link e pubblicità propone. La presenza di collegamenti che portano a pagine esterne va considerato con sospetto, se non se ne conosce il contenuto.

6. Impostare il parental control

Prima di dare uno smartphone in mano a un bambino è necessario cambiare alcune impostazioni. Sia su Android, sia su iPhone, è possibile attivare il parental control per limitare l’accesso ad alcune app e bloccare gli acquisti. Inoltre, si possono filtrare i risultati dei motori di ricerca, tracciare la navigazione e impedire la cancellazione della cronologia.

7. Google Play Store

Per proteggere i propri figli da applicazioni non adatte alla loro età, sugli smartphone Android è possibile impostare un account Famiglia sul Google Play Store. In questo modo, quando il figlio vorrà scaricare un'applicazione dal proprio smartphone, i genitori riceveranno una notifica e dovranno fornire il consenso all'operazione.

8. Utilizzare software specifici

Esistono software pensati per garantire una navigazione protetta ai bambini. Di solito, tengono in considerazione due aspetti: le liste nere e l’analisi lessicale. Nella lista nera finiscono tutti i siti classificati come inadatti, mentre l’analisi lessicale controlla in tempo reale e censura le pagine che ospitano temi specifici, come razzismo, droghe, ecc. Il limite più grande di questi software sta nell’incapacità di analizzare contenuti in altre lingue o non testuali, come video e immagini.

9. Computer in vista

Se i nostri bimbi usano un computer fisso, il consiglio è di tenerlo in un luogo centrale della casa: in cucina, in salotto, ma non nella camera dei piccoli. Anche un tablet o uno smartphone andrebbero usati solo in aree da dove è possibile tenerli sotto controllo.

10. Internet e la vita reale

Far capire ai ragazzi che le azioni sul web possono avere conseguenze nella vita reale è fondamentale. Spieghiamo loro di non compilare mai nessun modulo senza la nostra autorizzazione e non rispondere mai a email o richieste di contatto.

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