Mytech

Salone del mobile, in mostra la tecnologia che stravolge le abitudini

Un'esibizione in programma da Base Milano racconta le mutazioni urbane scatenate da Airbnb, sharing economy e altri nuovi fenomeni di massa

Mostra-apertura

Marco Morello

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I corrieri che sfrecciano ovunque in moto e auto, su camioncini e biciclette, in attesa del prossimo colonialismo del cielo, dell’arrivo dei droni. Gli autobus che scaricano piccole orde di visitatori sotto musei e monumenti, per bocconi di turismo mordi e fuggi prenotati comodamente on line. Ma anche: le stanze su Airbnb, con la loro apparenza d’intimità standardizzata, quell’aria di famiglia altrui in affitto un tot al metro quadro; assistenti vocali, aspirapolveri robot e altri intrusi che scorrazzano per gli spazi domestici, che vedono mentre puliscono, ascoltano e registrano mentre aiutano.

The new normal

Per quanto si pratichi una radicale dieta analogica, o al contrario si abbraccino i cambiamenti portati dalla tecnologia con entusiasmo, sono comunque intorno noi. Inevitabili. Hanno modificato scenografia, flussi e prassi di case e città. In un modo talmente radicale da sembrare, a volte, inavvertibile. Una nuova normalità. A raccontarla, analizzarla, in parte criticarla, lasciando in verità allo spettatore il compito di trarre le sue conclusioni, provvede la mostra «Trouble making. Who’s making the city», in programma dal 17 al 22 aprile negli spazi dell'ex Ansaldo di via Bergognone in occasione del Salone del Mobile. Commissionata da Base Milano e curata da Raumplan, mette insieme il lavoro di artisti, fotografi, designer e videomaker. Prospettive plurime sulle reti virtuali e tangibili in cui siamo immersi.

Mostra-House

– Credits: Insiders_©DelfinoSistoLegnani

Micro e macro

Le immagini scattate da Delfino Sisto Legnani, oltre a catturare aspirapolvere automatici e speaker connessi, si soffermano anche su dispositivi meno sostanziosi, poco visibili, dai bottoni di Amazon per fare la spesa lontani da computer e smartphone, dalla dispensa della cucina, fino alle serrature che bloccano e sbloccano le porte a distanza. Idea di Jeff Bezos per consentire ai corrieri di consegnare i prodotti del suo gigantesco mercato globale anche quando siamo altrove. Un filmato di Luois De Belle e Giacomo Traldi entra nel sudore, nella ritualità (per definizione ripetitiva), in tutte le stereotipie del turismo di massa. Una liturgia che, specie nelle città d’arte, è un copione quotidiano con minime variazioni sul tema.

Mostra-Food

– Credits: New Delivery_©Louis de Belle

Dietro la cucina

Sempre Luois De Belle, assieme a Nicolò Ornaghi, firma un’indagine fotografica sul cibo a domicilio. Di nuovo, andando oltre le apparenze, oltre la grazia promozionale del tutto gustoso e quasi subito, caldo e buono come al ristorante. Insistendo sulla potenza narrativa dei dettagli, come i guanti strappati ad altezza pollice per usare lo smartphone anche quando il freddo morde, ai visi e ai corpi, a volte spossati, di giovani, molto meno giovani, stranieri e non, che sono la vera colonna, il motore da cui dipende il funzionamento di queste applicazioni.

BASE_lounge

– Credits: BASE Milano_ ©Serena Eller

Omologazione affittasi

Da segnalare negli spazi di Base (che raddoppiano, passano da 6 mila a 12 mila metri quadri) anche il lavoro di Calibro, Donato Ricci e Òbelo, che stringono l’attenzione su Airbnb. Con un taglio peculiare: «Individuando» si legge nella presentazione della mostra «i capisaldi di un’estetica omologante che caratterizza gli interni delle case e delle camere in affitto sulla piattaforma. Attraverso la reiterazione e la ricombinazione di oggetti e arredi fissi, i locatori costruiscono l’immagine di un’intimità domestica standardizzata che sembra influire in maniera determinante sull’attrattività e la redditività dei loro immobili». A ulteriore riprova che l’impronta della tecnologia genera moltitudini di nessi e linguaggi, magari codificabili, ma poco o nulla governabili.

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