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Guarderemo i prossimi Mondiali con gli ologrammi

Per l’edizione 2022 in Qatar dovrebbe essere pronta la tecnologia che trasmette i giocatori su qualsiasi superficie tramite occhialini AR

soccer 3d

Antonino Caffo

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Immaginate di poter osservare da varie angolazioni i gol di Ronaldo o Diego Costa in Russia. Non un campo da calcio in 2D ma un palcoscenico in tre dimensioni, proiettato su una qualunque superficie della nostra casa.

In questo modo, le partite della Serie A, della Champions e di qualunque altra disciplina sportiva sarebbero decisamente più interessanti e interattive, in grado di restituire un’emozione simile a quella che si ha allo stadio (magari anche con i profumi tipici di chi mangia e beve sugli spalti).

La realtà aumentata

Niente di sensazionale o rivoluzionario, sia chiaro. Già oggi con un paio di occhialini per la realtà aumentata, come i costosi HoloLens o i più economici Lenovo Mirage, è possibile trasmettere in salotto vari elementi, tra mappe di città e personaggi della saga di Star Wars. Probabilmente, in futuro anche i video di YouTube potranno assumere sembianze più vive, con attori e protagonisti a dimensione quasi reale dinanzi a noi.

Il progetto del Soccer 3D

E proprio da YouTube sono partiti i ricercatori dell’Università di Washington, che insieme ad alcuni colleghi di Facebook e Google hanno realizzato un algoritmo di intelligenza artificiale che converte, in automatico, filmati bidimensionali in ologrammi, utili per essere fruiti tramite i già citati visori ma pure smartphone e tablet, come iPhone e iPad, che con ARKit hanno dato il benvenuto ad app e giochi in realtà aumentata.

calcio ar

– Credits: Inverse

Da un frame video di YouTube, i ricercatori recuperano i parametri della telecamera utilizzando le linee di campo. Quindi estraggono caselle di delimitazione, pose e traiettorie (su più fotogrammi) per segmentare i giocatori. Usando una rete neurale addestrata sui dati dei videogiochi, ricostruiscono mappe di profondità per ogni giocatore sul campo, che sono riprodotte in 3D o su un dispositivo AR.


“Invece di guardare uno schermo 2D, vogliamo avvicinare le persone all'azione. Lo rendiamo possibile attraverso la tecnologia AR che consente di trasformare un campo da calcio in un grande ologramma 3D che può essere collocato ad esempio su un tavolino, così da osservare il gioco da diversi punti di vista, persino ingrandendo la visuale” - ha spiegato al sito Inverse Konstantinos Rematas, uno dei ricercatori.

Da due a tre dimensioni

La difficoltà maggiore nel convertire un video 2D in 3D è che il filmato registrato non contiene gli elementi necessari a ricostruire le parti mancanti di un ambiente o di un soggetto. Se vediamo correre Messi in televisione, su un’ipotetica linea dritta, la porzione del corpo nascosta e non ripresa è assente dalla telecamera di inquadratura. Il nostro cervello, grazie all’esperienza e conoscenza pregressa, immagina cosa può esservi dall’altra parte: braccia, mani e gambe; anche un vistoso tatuaggio qualora fosse un punto di riconoscimento peculiare di un calciatore.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

In ambiente digitale in che modo si può creare una persona di cui non si hanno informazioni ulteriori se non quelle catturate dalla camera? Con l’intelligenza artificiale e il machine learning. Gli studiosi hanno dato in pasto al software i modelli di 12 mila calciatori, in modo da insegnare alla macchina a ricostruire la corporatura assente nell’azione 2D per realizzare un filmato completo in tre dimensioni.

La partita classica diviene automaticamente uno spettacolo modellato con un livello aggiuntivo, la terza dimensione appunto, che permette di girare la visuale, fare zoom in e zoom out e, con un gioco di sovrapposizioni e proiezioni, assumere fisicità nel mondo reale con l’augmented reality.

Destinazioni d’uso

Parliamo di AR, in generale, ma le modalità con cui guardare una partita interattiva saranno diverse. Ne riconosciamo due principali, anticipate più sopra. La prima: con un paio di visori, con o senza alloggiamento per il telefono, ci si connette al contenuto in 3D e lo si proietta dove si vuole. Secondo: un’app specifica per iOS o Android riproduce la partita sullo schermo dello smartphone o del tablet ma usando la fotocamera posteriore per tracciare le zone di gioco nell’ambiente circostante. Così la scena si fa viva e disponibile a essere modellata in vario modo.

Solo offline, per ora

C’è da dire che l’esperimento di Washington, svolto anche grazie a simulatori videoludici come FIFA, per ora è possibile su filmati offline, ovvero registrati. Il prossimo passo, per Rematas e compagni, è di mettere in piedi una piattaforma che effettui la codifica 2D -> 3D in tempo reale. Con una tempistica che guarda ai Mondiali in Qatar del 2022, il progetto mira ad abilitare qualunque match in un evento da fruire con gli ologrammi, a patto che la gente abbia con sé i dispositivi idonei alla visione.

Del resto, considerati con la metrica tecnologica, quattro anni sono tanti, quasi un’era, dunque non è del tutto impossibile ottenere una soluzione del genere in tale lasso di tempo. Non meno di vedere gli Azzurri in Qatar.

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