Roberto Catania

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A Torino c’è un museo in più. È il Museo Lavazza, ma sarebbe forse più opportuno definirlo museo del caffè. 

In questo nuovo spazio innovativo, ricavato all’interno della Nuvola (la nuova struttura da oltre 30 mila metri quadri che dallo scorso mese di aprile ospita anche gli uffici della società), non si celebra infatti solo la storia ultracentenaria della storica azienda torinese fondata a fine Ottocento da Luigi Lavazza, ma tutto ciò che attiene alla cultura e al rituale del caffè, dal chicco alla tazzina.

Un'esperienza multimediale guidata da una tazzina "magica"

L’esperienza è tutta all’insegna della tecnologia e della multimedialità: all’ingresso del museo ogni visitatore riceve una tazzina intelligente dotata di sensore RFID che, una volta appoggiata sugli appositi display interattivi presenti, attiva installazioni e contenuti multimediali supplementari.

Tutte le interazioni effettuate attraverso la tazzina, comprese le foto ricordo scattate nelle varie postazioni speciali, possono essere rivissute in un’apposita sala del museo ed essere condivisie via mail.

Museo Lavazza

– Credits: Roberto Catania

52 punti interattivi distribuiti in cinque sale

Nel complesso sono oltre 50 i punti di interazione previsti all’interno del Museo (52 per la precisione), realizzato da Cino Zucchi sulla base di un progetto sviluppato dallo studio americano Ralph Appelbaum Associates. Il percorso, che si avvale della narrazione curata dalla Scuola Holden con la supervisione di Alessandro Baricco, si snoda su cinque gallerie tematiche.

Nella prima, Casa Lavazza, si ripercorrono le tappe principali che hanno segnato gli oltre 120 anni di storia dell’azienda, dalla prima cambiale firmata nel 1895 da Luigi Lavazza per aprire la piccola drogheria in via San Tommaso, nel centro di Torino, ai giorni nostri.

La Fabbrica racconta invece tutti i vari momenti che scandiscono la produzione del caffè, dalla raccolta del chicco alle varie fasi di trasformazione.

La Piazza rappresenta la celebrazione del rito del caffè in un ambiente aperto e conviviale, che ricorda una tipica piazza italiana degli anni Sessanta. Qui lo storico Autobar utilizzato per vendere il caffè nelle strade e nelle piazze italiane è affiancato alla ISS-presso, la prima macchina espresso a capsule progettata per lo spazio.

Museo Lavazza

– Credits: Roberto Catania

L’Atelier è la parte del museo che raccoglie le immagini e le istallazioni che hanno segnato la comunicazione di Lavazza negli ultimi 60 anni, dai Caballero e Carmencita, protagonisti dei primi Carosello agli spot del Paradiso. Nell’Atelier sono presenti quattro postazioni per scattare foto-ricordo con le icone della storia creativa dell’azienda.

L’ultima stanza del museo, denominata Universo, è forse la più scenografica del museo: in questo spazio onirico il visitatore viene immerso in una proiezione multimediale a 360 gradi basata sui contenuti personali acquisiti durante il percorso.

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