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Mobilità, viaggio sulle strade connesse del futuro

La prova virtuale al Tokyo Motor Show della comunicazione tra vetture, un social network diffuso e su ruote

da Tokyo

Già al primo impatto, la sensazione è quella di essere finiti su una versione automobilistica di Facebook, una sua variante accesa non su un telefono ma a bordo di quattro ruote. Con la strada che ci scorre davanti al posto del solito flusso sulla bacheca e, come amici provvisori, gli occupanti dei veicoli che s’incontrano lungo il tragitto. Nessuno pubblica video o articoli, ma all’occorrenza segnala manifestazioni, lavori in corso, qualsiasi anomalia nei dintorni che possa indurre a cambiare percorso; una notifica avvisa di una vettura in arrivo a un incrocio, così si può rallentare per tempo; ci sono i «mi piace», quelli sì, ma anziché ad apprezzare foto o riflessioni sagaci di altri utenti, servono a ringraziare chi ci ha appena dato la precedenza.

 

Chiacchiere tra vetture

Non siamo davvero al volante, abbiamo in testa un casco per la realtà virtuale che ci sta proiettando in questa visione d’asfalto evoluto. Nella simulazione di una caratteristica di serie nei prossimi anni: la connettività tra i singoli veicoli, la loro capacità d’interagire reciprocamente in modo utile mutuando dinamiche tipiche dei social network.

Nuove e vecchie maniere

A dimostrare il potenziale del meccanismo ai suoi quasi 800 mila visitatori, ha provveduto l’ultima edizione del Tokyo Motor Show, tra le più longeve e quotate manifestazioni globali dedicate alla galassia dei motori. Un universo in mutazione, che sta smantellando le sue prassi tradizionali per addentrarsi nella mobilità del futuro. Ecco dunque quest’efficace immersione nelle strade connesse. Incapace però di soddisfare una piccola, umanissima curiosità, una domanda alla quale i giapponesi, visto il loro proverbiale aplomb, hanno preferito non rispondere: oltre a ringraziare gli automobilisti gentili, ci sarà un impulso digitale per mandare a quel paese i cafoni?

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