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Riconoscimento facciale, l'UE vuole vederci chiaro

Da un lato le aziende che vogliono sposare la tecnologia, dall'altro i regolatori che temono per la privacy dei dati. Chi ha ragione?

riconoscimento facciale

Antonino Caffo

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L'Unione europea vuole porre alcuni freni al futuro, e prevedibile, ampio utilizzo, che si farà della tecnologia di riconoscimento facciale.

Parliamo di quella tecnica secondo cui i cittadini, per vari scopi e non solo di controllo, possono essere riconosciuti dai sistemi, magari per finalità di marketing, profilazione di genere e molto altro.

I documenti di Bruxelles

Un po' come i metadati di oggi, che ci mostrano quel prodotto che abbiamo cercato su Amazon  (e non solo) praticamente ovunque, su app e siti terzi visitati, un domani la nostra immagine seguirà l'identità digitale odierna, dando un volto a un numero di bit. 

Come detto, l'UE vuole vederci chiaro ed evitare che si arrivi verso un panorama pieno zeppo di abusi del metodo, quando sarà oramai troppo tardi. Del resto, è sempre attivo il pericolo che se un server contiene dati sensibili, questi possano andare a finire ovunque nell'etere, anche nelle mani dei criminali informatici.

Le anticipazioni del testo

Il Financial Times ha dunque avuto il privilegio di accedere ad alcuni documenti dell'Unione Europea che affermano come sia al vaglio una nuova legislazione che stabilirà uno standard globale per iil riconoscimento facciale e le tecnologie di intelligenza artificiale, con regole chiare, prevedibili e uniformi, tali da proteggere adeguatamente le persone.

Ecco parte del testo: «Le applicazioni di IA possono comportare rischi significativi per i diritti basilari degli individui. I sistemi di intelligenza artificiale non regolamentati avranno l'opportunità di prendere decisioni che interessano i cittadini senza possibilità di ricorso alcuno o dell'individuazione di un interlocutore responsabile».

La promessa di Ursula

Il nuova presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che spera di approvare la legislazione nei suoi primi 100 giorni e che fornirà «un approccio europeo coordinato sulle implicazioni umane ed etiche dell'intelligenza artificiale».

Come sappiamo, von der Leyen non entrerà in carica fino a venerdì 1 novembre, il che vuol dire che dovrebbe prendere posto al seggio poche ore dopo che il Regno Unito avrà lasciato l'UE, secondo le promesse del nuovo Primo Ministro Boris Johnson.

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