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Perché gli Usa hanno ricreato una Corea del Nord virtuale

Si chiama “Synthetic Training Environment” ed è il videogioco con cui l’esercito americano si prepara all'invasione di Pyongyang

Synthetic Training Environment

Antonino Caffo

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Uno dei reparti bellici più avanzati al mondo, la U.S. Army, può contare sulla realtà virtuale per addestrare i suoi militari. L’ultimo strumento a disposizione si chiama Synthetic Training Environment ed è una sorta di videogame nel quale entrare con un paio di visori di realtà virtuale.

Lo scopo non è solo quello di allenare la mente allo stress derivante da lunghe ispezioni, possibili imboscate e scontri a fuoco ma anche creare una strategia di guerra che sia il più simile possibile a quella dei luoghi caldi del pianeta.

Il mondo in 3D

Ed è per questo che l’esercito a stelle e strisce, dentro Synthetic Training Environment, ha già ricreato varie città, tra cui Pyongyang, con un dettaglio degno dei migliori sviluppatori di videogiochi o di effetti speciali per Hollywood. Il risultato, seppur riferito al software beta cioè non definitivo, è stato mostrato dalla stessa Army lo scorso ottobre con questo video:

Come funziona Synthetic Training Environment

Occhialini indosso (non si sa quali, se Oculus Rift, HTC Vive o una soluzione casalinga), si impugna il gamepad che nell’ambiente tridimensionale diventa un’arma specifica, e ci si aggira per i luoghi riprodotti entro cui terminare singole sessioni di training.

Il paesaggio digitale è frutto di alcuni dati pubblici, come le cartografie e le mappe di Google Maps e Street View anche se, ed è il caso della Corea del Nord, la maggior parte della rappresentazione deve poggiare su un lavoro manuale di disegno, vista l’impossibilità di sfruttare le strade in 3D dei distretti nordcoreani (fino al 2013 la Corea del Nord era del tutto assente da Google Maps).

L’intervento dell’Intelligenza Artificiale

Il codice che sottende il videogame utilizza diversi algoritmi di Intelligenza Artificiale per auto-adattare i mondi ai cambiamenti terreni e strutturali, forniti dalla cartografia disponibile. Inoltre, la AI analizza le prestazioni dei soldati per rendere più efficaci gli allenamenti e introduce, qua e là, alcune variabili tese a mettere in risalto i punti deboli, per migliorarli.

Le città in cui allenarsi

L'esercito ha già costruito una versione virtuale di paesi in Corea del Nord, Corea del Sud e di San Francisco, New York e Las Vegas. A quanto pare, creare nuove mappe è questione di poco, visto che la piattaforma intelligente svolge il lavoro in autonomia. Il punto è che, non trattandosi di un gioco a scopo ludico, è inutile far allenare i team sulle spiagge dei Caraibi o in posti poco utili ai fini delle strategie militari.

Chiaro il motivo di mettere dentro Pyongyang, così come New York, triste scenario di attentati, mentre San Francisco e Las Vegas sono una prima anche preoccupante se si pensa a conflitti futuri. Il motivo di tale introduzione è un altro: è più semplice per gli sviluppatori lavorare su città americane, a diretta disposizione e capaci di essere rappresentate alla perfezione.

Innovazione continua

Il rapporto tra l’addestramento delle truppe e la tecnologia è di lungo corso. Nel 1996 il generale Charles Krulak emanò una direttiva in cui raccomandava l'uso di videogame per esercitare il pensiero militare e il processo decisionale da parte dei marine. L'unico titolo che all’epoca soddisfaceva i requisiti era Doom. Al di là del coinvolgimento, i pixel del bestseller non erano certo indicati per far immergere totalmente i militari nell’azione di un campo di battaglia.

Cosa usa la Nato

I sistemi attuali sono decisamente migliori e non parliamo solo di Synthetic Training Environment. Vale la pena citare Virtual Battlespace Systems, sviluppato dalla Bohemia Interactive Australia, e basato sulle attività di Operation Flashpoint, lanciato nel 2001 per Windows, Mac, Linux, PS3 e Xbox.

La versione odierna è uno dei programmi di allenamento più popolari in dotazione alle truppe Nato, visto che consente una serie di training di vario tipo, dalle campagne singole alle missioni di gruppo su scala globale.

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