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Modem libero: cosa cambierebbe per gli utenti italiani

Le apparecchiature, i servizi, i costi: cosa succederebbe se l’AgCom imponesse agli operatori il rispetto delle leggi europee sulle connessioni fibra e Adsl

modem

Roberto Catania

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Perché si parla tanto di modem libero? Il problema, che e è diventato uno slogan (e anche un’associazione) è legato a un’anomalia normativa:  nonostante un regolamento europeo (il 2015/2120) dica chiaramente che "gli utenti finali hanno diritto di utilizzare apparecchiature di loro scelta, indipendentemente dalla sede dell’utente finale o del fornitore", oggi chi sottoscrive un abbonamento Internet casalingo è di fatto obbligato a utilizzare il modem offerto di serie dal service provider.

Fatte le dovute proporzioni con il mercato delle connessioni mobili, è come se acquistando una SIM, un operatore imponesse al consumatore un determinato modello di smartphone, e - visti i prodotti  attualmente offerti  - nemmeno di altissimo livello.

Come si è arrivati a questa situzione

La legge c’è, il problema riguarda semmai il rispetto delle regole. Gli utenti tricolori che sottoscrivono un abbonamento alla fibra o alla Adsl sono costretti a sobbarcarsi un modem imposto dal proprio operatore, con spese che in alcuni casi arrivano a toccare i 200 euro. Intendiamoci, l’acquisto di un’apparecchiatura esterna è consentita, ma c’è un secondo e forse più grave problema: l’utente non potrebbe comunque sfruttare appieno le potenzialità del dispositivo, nonché quelle della stessa rete. Gli ISP, infatti, bloccano eventuali accessi diretti alla rete (il modem esterno, in pratica, deve essere collegato in cascata a quello offerto dall’operatore) e in questo modo si perdono velocità di banda e alcune funzionalità chiave, ad esempio quelle legate al VoIP.

Chi dovrebbe vigilare sulla questione

L’AgCom, ovvero il Garante sulle Telecomunicazioni, si è già espressa, dichiarandosi a favore della libertà di scelta  del modem, essendo questa  sancita chiaramente dai regolamenti europei.  Resta da capire se e quando deciderà di intervenire con dei provvedimenti sanzionatori.  In questo caso (il passato insegna) gli operatori potrebbero modificare l’attuale orientamento e liberando - di fatto - il modem. Scrive l’Associazione ModemLibero: “Dopo settimane di consultazioni pubbliche, siamo adesso in attesa che l’AGCOM, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, prepari il provvedimento contenente i riferimenti alle disposizioni in materia di libertà di modem, che di fatto obbligherà i provider a pubblicare sul loro sito un avviso sulla libertà di utilizzo del modem e fornire, altresì, una guida per poter configurare i servizi che l’utente paga, come la navigazione e la fonia, sul nuovo modem di proprietà dell’utente".

Cosa cambierebbe per gli utenti qualora gli operatori liberassero il modem

L’utente sarà libero di acquistare o meno il modem proposto dall’operatore, ma soprattutto potrà utilizzare soluzioni di terze parti senza alcuna limitazione. A tale proposito, il Movimento Difesa del Cittadino, che fa parte della Free Modem Alliance, insieme ad AIIP, Aires Confcommercio, Allnet, Assoprovider, VTKE e modemlibero.it, ha predisposto un modulo di reclamo nei confronti degli operatori telefonici che adottano pratiche commerciali scorrette, proprio in riferimento alla restrizioni sulla scelta del modem. Attraverso il modulo si può contestare la pratica commerciale scorretta della negazione del diritto di scelta del modem nonché la scarsa trasparenza sui costi in bolletta di cui l’utente può chiedere il rimborso (canone di comodato d’uso o di acquisto del modem fornito dall’operatore).

Come potrebbero reagire gli operatori

L’intervento sanzionatorio dell’Agcom potrebbe portare al caduta di tutti i vincoli riguardanti l’uso di un modem esterno: l’utente non sarebbe più obbligato a farsi carico delle spese di un apparecchio imposto dall'operatore ma potrebbe acquistare una soluzione di terze parti e collegarla direttamente (leggasi senza connessioni intermedie con apparecchiature del provider) alla linea proveniente dal muro. Per evitare una ricaduta economica, gli operatori potrebbero dirottare i costi oggi addebitati per la fornitura del modem su altre voci, ad esempio i classici costi di attivazione. Da segnalare a questo proposito quanto appena annunciato da Tim, che - forse subodorando un intervento imminente delle Autorità - ha sì modificato il suo catalogo proponendo tre offerte con modem gratuito, ma ha d’altro canto inserito nel contratto la sottoscrizione di un servizio (TIM Expert) al costo di 5,90 euro al mese per 36 mesi, oppure - in caso di rinuncia - il pagamento di una spesa una tantum di 180 euro al mese.

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