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Modem libero: cosa cambia dal 31 dicembre

Gli obblighi per gli operatori e i benefici per gli utenti: gli effetti della delibera AgCom sugli apparecchi per l'accesso a Internet

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Roberto Catania

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La "dipendenza" dai modem degli operatori cesserà di fatto dal prossimo 31 dicembre.

Lo ha sancito il TAR del Lazio che, respingendo la richiesta di sospensiva promossa da TIM, ha di fatto confermato l’attuazione della Delibera 348-18-CONS con cui il Garante per le Comunicazioni (AgCom) lo scorso 2 agosto ha ridefinito le regole per l’accesso a Internet, con specifico riferimento alla libertà di scelta delle apparecchiature terminali.

Cosa prevede la delibera

Dalla fine dell'anno, dunque, gli utenti non avranno più l’obbligo di far passare la linea di casa da un modem fornito dall’operatore; ma potranno, in alternativa, acquistare un dispositivo proposto da un fornitore di terze parti e collegarsi direttamente ad esso senza alcun passaggio intermedio.

L’AgCom ha infatti espressamente chiarito che “gli utenti finali hanno il diritto di utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta, indipendentemente dalla sede dell’utente finale o del fornitore o dalla localizzazione, dall’origine o dalla destinazione delle informazioni, dei contenuti, delle applicazioni o del servizio, tramite il servizio di accesso a Internet” e che "i vari ISP dovranno trattare tutto il traffico allo stesso modo, senza discriminazioni, restrizioni o interferenze,  a prescindere dalla fonte e dalla destinazione, dai contenuti cui si è avuto accesso o che sono stati diffusi, dalle applicazioni o dai servizi utilizzati o forniti, o dalle apparecchiature terminali utilizzate”.

Cosa ci guadagna l’utente

Innanzitutto la facoltà di scegliere il proprio modem/router senza l’obbligo di utilizzare i dispositivi forniti dagli operatori, il cui costo è in molti casi spalmato a rate nella bolletta. In parole povere non dovrà più sostenere costi legati al comodato d’uso imposto dagli operatori ma - eventualmente - solo quelli legati all’acquisto di un prodotto venduto da società di terze parti.

Al di là del vantaggio tariffario, il benefit per l’utente sta poi nella possibilità di scegliere un prodotto più in linea con le proprie necessità. Le soluzioni offerte dagli operatori, infatti, sono spesso piuttosto limitate nelle prestazioni, nella sicurezza e nelle funzionalità. Ad esempio non permettono in molti casi di utilizzare i Centralini VoIP con un comune provider a causa di specifici blocchi software che non possono essere disabilitati.

Cosa cambia per gli attuali utenti che dispongono di un modem o router in comodato d’uso

A beneficiare della riforma non saranno solo i nuovi clienti ma anche chi è già abbonato a un servizio Internet che prevede l’utilizzo di router o modem a noleggio. Quando le nuove regole entreranno in vigore, si legge sulla delibera AgCom, gli utenti finali avranno la facoltà di:

1) Ricevere dagli operatori una variazione senza oneri della propria offerta in una equivalente offerta commerciale che preveda la fornitura dell’apparecchiatura terminale a titolo gratuito o che non ne vincoli l’utilizzo attraverso l’imputazione di costi del bene o dei servizi correlati al terminale nella fatturazione;

2) Recedere in alternativa dal contratto senza oneri diversi dalla mera restituzione del terminale.

Quali attenzioni bisogna prestare nella scelta di un router esterno?

Non sono necessarie certificazioni particolari, ad esempio da parte del provider Internet, spiega sul suo sito AVM, società tedesca specializzata nella produzione di dispositivi per la connessione a Internet. Oltre alla compatibilità con le tecnologie di accesso in questione - come DSL, fibra e telefonia mobile - i router devono semplicemente disporre di una certificazione CE (e riportarne il rispettivo marchio).

Inoltre, dal momento che le problematiche di connessione imputabili agli apparati verranno gestite direttamente dai produttori, per gli utenti sarà opportuno calibrare le proprie scelte sulla qualità delle opzioni di diagnostica offerte dai vari vendor, nonché sul relativo servizio di assistenza ai clienti.

Cosa faranno gli operatori

Dopo la bocciatura della sospensiva, TIM ha deciso di anticipare di un mese l’adeguamento alla normativa. "Dal 1 dicembre 2018", si legge in una nota pubblicata dall’operatore in una sezione deli suo sito Web, "Tim garantisce alla clientela il diritto di scegliere il terminale per l’accesso a Internet. Qualora si utilizzi un prodotto (es. modem) diverso da quello fornito dall’operatore - continua la compagnia - “si potrà continuare a usufruire, ove tecnicamente possibile, dei medesimi servizi, senza alcuna modifica delle condizioni economiche applicabili".

Vodafone fa sapere che sta lavorando per adeguare la propria infrastruttura di rete "al fine di consentire l’accesso ad Internet con modem scelti dal cliente e compatibili con la rete di Vodafone". Non appena completate le attività, verosimilmente a inizio 2019, l'operatore provvederà a darne adeguata e tempestiva informativa ai clienti. Che, per inciso, potranno disporre della Vodafone Station gratuitamente e inclusa in tutti i piani di rete fissa e potranno recedere dal contratto senza l'addebito dei 50 euro per la mancata consegna.

Gli altri ISP (Fastweb, Infostrada) avranno un mese di tempo per allinesarsi. Che significa nello specifico rimodulare le offerte (vecchie e nuove), intervenire sui dispositivi in comodato e rilasciare un software che permetta, a chi è già in possesso di un modem, di sbloccarlo per renderlo compatibile anche con altre reti.

Nei prossimi giorni verrano pertanto rivelate le nuove condizioni contrattuali delle nuove offerte (ricalibrate in base alle Delibera AgCom) e le indicazioni che gli utenti dovranno seguire per configurare i modem/router di terze parti con la rete dell'operatore.

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