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L'ex ingegnere di Yahoo che spiava le donne sul web

Reyes Daniel Ruiz ha sfruttato la sua posizione nell'ex motore di ricerca per scovare foto e video porno nei profili di amici e colleghi

hacker donna

Antonino Caffo

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Un ex dipendente di Yahoo, compagnia che fino a un decennio fa si contendeva con Google il primo posto nel campo dei servizi web (motore di ricerca, email, blog e così via), ha ammesso di aver violato quasi 6 mila account, compresi quelli dei suoi ex colleghi, al fine di scovare eventuali contenuti pornografici.

Reyes Daniel Ruiz si è dichiarato colpevole presso la Corte Federale degli Stati Uniti, confermando di aver abusato dell'accesso fornitogli dal suo datore di lavoro per hackerare illegalmente migliaia di profili, quasi tutti di giovani e piacenti donne.

Donne piacenti

Secondo una dichiarazione dell'agente speciale dell'FBI, John F. Bennett e dell'avvocato David L. Anderson, Ruiz, che era impiegato come ingegnere informatico presso Yahoo,  mirava agli account delle ragazze, senza dimenticare quelli delle compagne di ufficio o scrivania.

L'accusa svela che Ruiz ha iniziato a intrufolarsi nelle vite personali delle sue vittime a maggio del 2018, approfittando dei sistemi interni di Yahoo per entrare negli account. Ha rubato video e immagini privati ​​memorizzati sui server, copiandoli poi sul computer personale.

Anche i social nel mirino

A quanto pare, è riuscito persino a usare nomi utente e password per impossessarsi dei profili social, come Facebook, e altri servizi popolari, tra cui Gmail, iCloud e Dropbox, alla ricerca di altri video e foto. Probabilmente, quest'ultima operazione è stata resa più semplice dalla pericolosa abitudine delle persone di usare le stesse combinazioni di email e password per più piattaforme. 

Cosa ha combinato

L'operazione di hacking di Ruiz è continuata per circa un mese. Ha lasciato Yahoo nel luglio 2018 ed è entrato a far parte di Okta, un fornitore di tecnologie di sicurezza. C'è da dire che le attività sono state monitorate da Yahoo, grazie a cui si è arrivati all'individuazione recente.

Se ne riparla nel 2020

L'uomo, incriminato dal tribunale federale nell'aprile di quest'anno con l'accusa di intrusione e intercettazione di comunicazioni via cavo, si è dichiarato colpevole solo di quest'ultimo punto. Ora dovrà affrontare una multa pari a 250 mila dollari e fino a cinque anni di carcere, con l'udienza prevista per il 3 febbraio del 2020.

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