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Un taglio di capelli gratuito per aiutare i malati di cancro

Lo offrono oltre 100 saloni sul sito Uala, lo scopo è creare parrucche per le donne sottoposte a chemioterapia

Uala-apertura

Marco Morello

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Un taglio di capelli gratis. E non c’è dietro una promozione speciale per accalappiare clienti o qualche strano inganno. La ragione è quanto inaspettata tanto nobile: realizzare parrucche per le donne che si stanno sottoponendo a chemioterapia e sono soggette ai pesanti effetti collaterali della cura, a partire dalla perdita dei capelli. Per dare il proprio contributo, basta dare una svolta al proprio look. Andare sul sito di Uala, piattaforma leader in Italia per l’universo beauty, digitare la parola «Sansone» nel motore di ricerca interno e prenotare un appuntamento in uno degli oltre 100 saloni in tutta Italia che hanno deciso di aderire all’iniziativa.

Un contributo diretto o indiretto

Sansone, riferimento biblico perfettamente calzante, è il nome di questo speciale taglio, pensato per donare parte della propria chioma alla Onlus «Una stanza per un sorriso», che patrocina il progetto e fornisce supporto estetico alle donne malate di cancro. Unico requisito, privarsi di almeno 25 centimetri di capelli. Vanno bene tinti, ma senza ulteriori trattamenti chimici. Se non si arriva a queste lunghezze, c’è un altro modo per supportare l’iniziativa, da un’altra prospettiva. O, il divertissement lessicale è calzante, con un altro taglio.

Aiutare sensibilizzando

Basta collegarsi sul sito di crowdfunding Indiegogo a questo link per finanziare la realizzazione del cortometraggio ononimo, Sansone, già vincitore del premio per la migliore sceneggiatura al Rome Independent Film Festival (qui sotto il trailer).

Facciamo ordine: che c’entra la realizzazione di parrucche con un film breve? S’ispira alla storia vera di Christian, un bambino americano che si è fatto crescere i capelli e li ha donati per la realizzazione di parrucche destinate a malati oncologici. È nato da un’idea Chiara Centioni, giovane conduttrice televisiva del canale QVC e attrice di alcune fiction italiane. L’idea, una volta pronto, è proiettarlo nelle scuole per aprire un dialogo con i ragazzi, sensibilizzandoli sul tema.

Un sollievo reale

La perdita dei capelli determinano spesso nel malato una vera e propria crisi d’identità che, sul piano psicologico, rende ancora più complesso il processo di guarigione. Una parrucca di qualità può diventare uno strumento di riappropriazione di sé per molte persone. Considerando che solo in Italia 120.000 donne si ammalano di tumore ogni anno, si ha una facile stima di quante parrucche possano essere necessarie. E anche gesti minimi come sostenere un cortometraggio o sottoporsi a un taglio, sanno fare la differenza.

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