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Facebook avrà il suo bitcoin? Tutti gli indizi

Entro fine mese ne sapremo di più intorno a GlobalCoin, la moneta digitale di Facebook, che verrà poi lanciata il prossimo anno nei paesi in via di sviluppo

bitcoin facebook

Antonino Caffo

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Visto quanto ha fatto sinora con i nostri dati, forse non tutti saranno pronti per dare a Facebook anche i nostri soldi. Nessun obbligo, per carità, ma ci sono indizi che portano a considerare seriamente il lancio di una crittomoneta col faccione di Mark Zuckerberg in primo piano, in un futuro sempre più prossimo.

Il progetto GlobalCoin

Sembra infatti che il gigante dei social network sia effettivamente consapevole di poter ricavare dal mercato di bitcoin et similia un bel po' di introiti. Ci siamo talmente vicini, che siti esteri, come The Information, si dicono certi che Facebook svelerà ufficialmente il suo progetto digitale a fine mese.

Negli ultimi tempi, Mr. Zuck ha intrattenuto soventi discussioni con varie istituzioni finanziarie statunitensi, perché, si sa, non puoi muoverti in un ambito del genere senza sentire prima chi ne sa più di te. E se Facebook ha imparato qualcosa, è che prevenire è meglio che curare. Ogni riferimento alla privacy è dovuto.

Nessuna decentralizzazione

Anche perché nel più ampio progetto c'è la volontà di creare una moneta crittografica che sia legata a doppia mandata al mondo economico tradizionale. Gli istituti interpellati dal social, avranno infatti un ruolo fondamentale nel consolidamento della moneta, chiamata GlobalCoin. Dov'è il business? Beh, ogni impresa sborserà 10 milioni di dollari per gestire un nodo della rete in via di realizzazione.

Per cominciare, Facebook avrà 100 nodi che daranno vita ad un primo giro di 1 miliardo di dollari. Questi fondi serviranno a sostenere la criptovaluta; quindi, in qualche modo, Facebook sta chiedendo agli operatori di mettersi in gioco e incentivare la crescita del network. Pensate che tutto sarà molto simile a come funzionano le blockchain? Macché: Facebook non avrà un sistema decentralizzato ma coordinato dall'interno. 

Secondo persone vicine al gruppo, Zuckerberg porterà GlobalCoin prima nei paesi in via di sviluppo dove le valute classiche sono instabili. Questa non è la prima volta che crittografia e token digitali puntano ad aiutare economie in difficoltà. Resta ancora da vedere se saranno sufficienti a superare le complesse lotte sociali, ma è un inizio.

Anche se ha mantenuto la divisione esperta di blockchain separata dal resto dell'azienda, era abbastanza chiaro che Facebook stesse lavorando su qualcosa legato al settore delle criptovalute. All'inizio di quest'anno, le voci in merito sono aumentate a dismisura, sebbene nessuno dei dipendenti e manager ne avesse mai parlato, nemmeno a eventi globali e internazionali.

Solo il mese scorso, Facebook ha annunciato GlobalCoin, che è pure il nome di una società registrata in Svizzera. I rapporti suggeriscono che un lancio definitivo dovrebbe avvenire per l'inizio del 2020 ma siamo nel campo delle ipotesi. Proprio dalla Svizzera, arriverebbe la necessità di instaurare nuovi rapporti di regolamentazione con gli organi preposti, per partire col piede giusto, ossia dare all'iniziativa una cornice ben ordinata e delimitata. Procedere con la sola foga del momento, mossi da idee innovative e sicuramente dirompenti potrebbe non bastare, non nel campo della finanza.

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