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Europa, riforma del copyright: cosa prevede

Fa discutere la direttiva: da una parte i colossi del digitale tipo YouTube e Facebook, dall'altra gli editori europei. Ecco gli articoli controversi

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Redazione

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È dal settembre 2016 che l'Unione Europea lavora alla riforma del copyright, per permettere a editori e produttori dei Paesi membri che la circolazione del loro lavoro in internet venga retribuita. 

Il 5 luglio il Parlamento europeo è chiamato a votare la direttiva sui diritti d'autore, che si porta dietro mesi di scontri tra i colossi dell'industria digitale statunitensi, YouTube e Facebook in testa, e gli editori e le case discografiche europei.

I punti salienti della riforma del copyright

La direttiva assegna una responsabilità alle piattaforme per l'uso dei contenuti protetti dal diritto d'autore. Il fine è quello di chiudere il gap del valore tra profitti e remunerazione. Sono coinvolte quelle piattaforme il cui scopo principale è generare profitti dal fornire accesso a contenuti sotto copyright come musica e video caricati dagli utenti, tipo YouTube.

Il testo che sarà sottoposto al voto del Parlamento obbligherebbe i giganti della Rete a pagare le royalties, ma non graverà sugli utenti. 

Sono due gli articoli che fanno più discutere, il numero 11 e il numero 13. Ecco perché.

  • Articolo 11

    Secondo l'articolo 11 le piattaforme on line dovrebbero pagare nel caso di utilizzo di link e/o snippet (l'estratto di due righe che segue il link pubblicato dai motori di ricerca e dagli aggregatori per anticipare all’utente il contenuto di una pagina web). 

    I contrari a ciò (tipo il vicepremier Luigi Di Maio) hanno già battezzato questa introduzione con il nome di "link tax", ma ovviamente non si tratta di una tassa quanto del pagamento di un diritto d'autore.

  • Articolo 13

    L'articolo 13 prevede la responsabilità legale per piattaforme digitali tipo YouTube o Instagram, che dovranno inserire dei filtri capaci di individuare e bloccare il caricamento di contenuti protetti da copyright da parte degli utenti.

La protesta di Wikipedia

Chi il 3 luglio ha provato a fare una ricerca su Wikipedia si è imbattuto nella scritta: "Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l'approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet".

Secondo la popolare enciclopedia digitale, la riforma sui diritti d'autore lederebbe la libertà on line e la stessa Wikipedia rischierebbe di chiudere. Dito puntato soprattutto contro i filtri e le restrizioni che impedirebbero di fatto di condividere un contenuto originale (ad esempio un articolo di giornale) sulla piattaforma aperta.

(Articolo pubblicato il 28 giugno 2018 e aggiornato il 3 luglio 2018)

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