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Cos'è la Condom Snorting Challenge, l'ultima sfida virale

Si tratta della pericolosa (quanto inutile) gara a infilarsi un preservativo nel naso per poi sfilarlo dalla bocca

condom

Barbara Massaro

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Funziona più o meno così: bisogna munirsi di un preservativo, srotolarlo, prenderne la punta e appoggiarla sulla narice prescelta.

Come funziona la Condom Snorting Challenge

A questo punto si deve tirare su con il naso come quando si ha il raffreddore o si vuole inalare qualcosa con forza. Il preservativo verrà così aspirato all'interno della cavità nella narice. L'intrepido protagonista della Condom Snorting Challenge, l'ultima folle mania che circola in Rete tra gli adolescenti, dovrà ora recuperare la punta del condom dalla propria gola e sfilarla dalla bocca. Il tutto, ovviamente, davanti alla videocamera per postare prontamente l'epica impresa sui social network o su Youtube

Perché viene fatto tutto questo? Per una manciata di like in più di fronte ai quali i ragazzi paiono non capire più nulla.

L'allarme per i rischi che la sfida del preservativo nel naso comporta arriva dall'America dove pare che questa pericolosa quanto inutile mania abbia ripreso piede tra gli adolescenti dopo essere comparsa nel 2007 (Wikipedia dedica addirittura una pagina al fenomeno) per sparire dopo qualche tempo e venire ripescata nelle ultime settimane. 

L'allarme dei medici

"L’unica cosa che la gente dovrebbe sniffare - ha precisato su Forbes il Dottor Bruce Y. Lee professore associato alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health - è l’aria, con l'eccezione dello spray nasale o dei farmaci prescritti dal medico. Il preservativo potrebbe facilmente rimanere bloccato nel naso o nella gola, bloccando la respirazione o facendoti soffocare".

Il passaggio di un corpo estraneo da naso, trachea, gola e bocca potrebbe poi provocare conati di vomito e la presenza del condom rischierebbe di essere un fattore di soffocamento ulteriore.

Sembrano precisazioni estremamente semplici e frutto più che della scienza del buonsenso, ma a quanto pare l'emergenza è reale e la preoccupazione è tangibile a giudicare dai fior di articoli dedicati ai rischi della challenge su giornali del calibro del Washington Post, New York Post e Usa Today.

Perché vengono fatte queste challenge

Illustri psicologi ed educatori sono stati chiamati in causa per cercare di capire da dove nasca l'urgenza degli adolescenti di fare cose tanto stupide quanto pericolose (basti pensare, di recente, all'altra catena di sfide potenzialmente mortali ovvero quella d'ingerire le capsule di detersivo per lavatrice). La risposta è che la dipendenza da sfide virali è tanto pericolosa quanto quella da alcol e droghe e porta al desiderio di alzare sempre più l'asticella per rispondere al bisogno adolescenziale d'omologazione che, però, in tempi di social network diventa omologazione globale sancita a suon di like e follower. 

Come curare la dipendenza da sfide virali

Come la dipendenza dalle altre sostanze anche quella da challenge va prima riconosciuta e poi curata perché quando un ragazzino arriva a soffocarsi con un preservativo nel naso per dimostrare di essere il più figo del gruppo qualcosa non funziona e spetta ad adulti ed educatori correggere la deriva e cercare di ridare un senso a questa generazione di giovani pericolosamente attratti dall'assurdo.

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