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Barberie, parrucchieri ed estetisti, come prenotare on line risparmiando

Siti e app come Uala consentono di confrontare le tariffe e di scoprire i migliori templi della bellezza più vicini

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Marco Morello

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La prima frontiera a cadere è stata quella dei ristoranti: grazie a servizi come TheFork, gli italiani hanno preso l’abitudine di prenotare pranzi e cene via web o sullo smartphone. Anche quando i ristoranti sono chiusi, al telefono non risponde nessuno oppure il numero è occupato. Stessa tendenza si sta espandendo e trasferendo a barberie, parrucchieri, saloni di bellezza e centri estetici. Con una serie di bonus: la comodità di sapere dove e quando c’è posto nell’immediato o nei giorni successivi; conoscere con certezza quanto si spenderà per un taglio e un trattamento, scegliendo la tariffa in linea con il proprio budget; leggere le recensioni di altri utenti, in una sorta di TripAdvisor del trucco e parrucco.

Verso il raddoppio

Il business delle prenotazioni on line di servizi beauty, ha raggiunto nel 2017 quota 12 milioni di euro. Ed è destinato a moltiplicarsi per due nel 2018, assestandosi su una forbice che va tra i 22 e i 25 milioni di euro. La stima è degli osservatori di Uala, leader tricolore del settore (arriva a 4.500 saloni contando anche Spagna e Grecia), che certifica l’utilità, il buon senso del meccanismo: il 42 per cento degli utenti fissa un appuntamento quando il negozio è chiuso. Banalmente quando è più comodo, quando il pensiero si affaccia nella mente, magari di domenica, la mattina presto o di sera. O persino di notte, nel 2,5 per cento dei casi: probabilmente perché ci si ricorda di un incontro importante, i capelli sono un disastro e il primo desiderio per il mattino successivo è avere un professionista a disposizione che li metta a posto. «Il fatto di poter prenotare il proprio momento per la cura di sé online, 24 ore su 24, in pochi e semplicissimi clic, anche dall’app, è per gli utenti un enorme vantaggio che avvicina al mondo della bellezza un pubblico sempre più vasto» rileva Alessandro Bruzzi, ceo di Uala.

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– Credits: iStock. by Getty Images

Tutto semplice

L’architettura di siti e programmi per lo smartphone non intimorisce in quanto ricalca quella degli aggregatori di alberghi e tariffe aeree. Abitudine, questa sì, da tempo ormai sdoganata. Si scremano i risultati per tipo di trattamento richiesto, data, disponibilità, si vedono i risultati su una mappa o si scorrono in un elenco. Ogni negozio ha la sua scheda con foto professionali, descrizioni esaustive, servizi e tariffe corrispondenti e l’eventuale possibilità di pagare on line. Nessuna sorpresa, così, se per una volta si decide di concedersi un colpo di testa e visitare un’icona cittadina, ci si prepara psicologicamente al conto. E magari si scopre che non è troppo distante da quanto viene richiesto da un coiffeur di quartiere con velleità très chic.

La guida al meglio

Già, ma come scegliere, come andare a colpo sicuro se negli anni, un po’ per pigrizia e un altro po’ per fedeltà, ci si è rivolti sempre alla stessa bottega? Continuando con le analogie culinarie, Uala stila ogni anno gli oscar della bellezza: i Diamanti d’oro. Tre per il meglio assoluto, due e uno per le altre gemme imperdibili per abilità, stile, servizio. Come i locali della celebre guida Michelin, così tra stelle e diamanti è tutto un supremo luccicare. L’azienda fa le cose sul serio, manda ispettori in incognito in tutto il Paese. Per il 2017 ha individuato e premiati 96 vincitori. La lista completa anche per scovare il più vicino al proprio domicilio, è consultabile a questo link. Obbligatorio citare i sei numeri uno, i Tre Diamanti: «Alessia Solidani» a Roma e «I Didier - Compagnia della Bellezza» di Bologna, che confermano una vetta già strappata lo scorso anno; guadagnano posizioni fino al gradino più alto del podio «Aldo Coppola Corso Garibaldi» e «Merci à Vous», entrambi a Milano, come «FC Francesco Cirignotta», celebrità tricolore incensata persino dal Financial Times. Non barbiere, ma «barbitonsore e tricoesteta», come si definisce lui. Di Montevarchi, provincia di Arezzo, è invece l’assoluta new entry: «Egidio Borri».

Certificato di qualità

«Se mestieri come quello dello chef sono già stati riconosciuti e nobilitati come professioni artigiane, nel panorama italiano mancava l’attestazione dell’eccellenza nel mondo della bellezza: i Diamanti d’Oro di Uala nascono proprio per celebrarne la massima espressione» chiosa ancora Alessandro Bruzzi. Massima espressione che si trova, almeno per il 2017, principalmente concentrata in Lombardia, con 39 indirizzi premiati, seguita dalla Toscana, con 15, e il Lazio, con 11. Non sfigura la Sicilia, che colleziona cinque riconoscimenti, uno in più di Piemonte ed Emilia Romagna.   

Routine di bellezza

Ma cosa prenotano gli italiani on line? Intanto, i giorni più gettonati sono il lunedì e il martedì, specie in pausa pranzo e la sera, smentendo il pregiudizio che sia il weekend quello a esigere look particolarmente elaborati. Dicembre, invece, stacca gli altri mesi con un più 28 per cento. Il figurone a Natale e Capodanno è irrinunciabile, oppure un trattamento è un ottimo regalo per le feste. In generale, le donne amano ancora la ceretta (più 30 per cento per quella con la pasta di zucchero nel 2017 rispetto al 2016); si concedono, nulla sfugge alle statistiche dell’algoritmo, 1,44 tagli di capelli e 2,2 manicure al mese. Ma gli uomini sono altrettanto vanitosi: Uala rileva che «nel 2017 sono aumentate esponenzialmente le cerette uomo e i colori». E c’è chi esagera: la transazione più cospicua nel 2017 è stata di 833 euro. Più che un trattamento, una ristrutturazione da capo a piedi.

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