Roberto Catania

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Il car sharing? Un’idea che funziona. Ma che potrebbe funzionare ancora meglio se abbinato a una Blockchain.

A sostenerlo è Salvatore Palella, CEO e fondatore di Helbiz, una società che punta a rivoluzionare la mobilità con un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: trasformare il noleggio auto in un patto fra privati. Qualcosa che ricorda molto da vicino quanto fatto da AirBnB con le case, Uber con i taxi, Lufax per i prestiti finanziari, e tutte le altre iniziative legate alla sharing economy, ma con una differenza sostanziale: la presenza di una piattaforma a blocchi alimentata da una criptovaluta a garanzia delle transazioni e della trasparenza dei processi.

Trent'anni, siciliano originario di Acireale, da 2 anni negli Stati Uniti, Palella racconta di aver avuto l’idea di Helbiz dopo aver visto la sua auto in garage ricoperta di polvere.  “Più viaggiavo per lavoro e più mi rendevo conto che la mia auto di proprietà era praticamente inutilizzata, finivo sempre per noleggiarne una all’estero, con tempi, modi e costi davvero anacronistici”, racconta a Panorama.it il responsabile. “Nonostante tutti i progressi tecnologici, prendere una vettura a noleggio significa ancora oggi passare attraverso un’esperienza piuttosto frustrante, con molte carte da firmare e un’offerta comunque limitata e a prezzi elevati”.

Auto a noleggio fra privati, il garante è la catena a blocchi

Da qui l’idea di Helbiz, un servizio di car sharing peer-to-peer, gestito cioè tra privati, senza intermediari: si accede a un’applicazione sul telefono, si definisce il periodo di noleggio, si sceglie un’auto fra quelle messe a disposizione da altri utenti e ci si mette in viaggio. Il pagamento avverrà in automatico attraverso un borsellino digitale.

Si accede a un’applicazione da telefono, si definisce il periodo di noleggio, si sceglie un’auto fra quelle messe a disposizione da altri utenti e ci si mette in viaggio. Il pagamento avverrà in automatico attraverso un borsellino digitale.

A vigilare su tutti i processi, sia quelli di pagamento, sia quelli di tipo burocratico, è appunto la Blockchain, il protocollo reso celebre dai Bitcoin e dalle altre criptovalute che sfrutta le catene di blocchi di dati distribuiti sulla rete. Nello specifico Helbiz si appoggia su una piattaforma aperta (Helbiz Mobility System) basata sulla Blockchain Ethereum e alimentata da un token nativo, l’Helbiz Coin.

“È la presenza di una blockchain a rendere la nostra piattaforma davvero collaborativa e decentralizzata, in grado cioè di eliminare la necessità di un'autorità centrale che garantisca il rispetto dei termini e delle condizioni del servizio, nonché l'esecuzione in accordo con il cliente delle transazioni”, ci tiene a sottolineare Palella. Essendo basato su una piattaforma aperta, infatti, il sistema permette di integrare dei veri propri contratti smart per l’identificazione digitale, la gestione del pagamento ma anche l’acquisto dell’assicurazione ed, eventualmente, dei dati di navigazione, quali il chilometraggio, lo storico dei danni subiti e i dati forniti dal GPS.

Il tutto, puntualizza il responsabile, nel pieno rispetto della privacy. “Gli utenti hanno il controllo sui dati sensibili, che non saranno mai scambiati, saranno condivisi solo su richiesta, ad esempio, a seguito di un incidente. L'autenticità dei dati memorizzati nel Wallet può essere confermata in modo trasparente consultando la Blockchain”.

Si parte dagli Stati Uniti

Dal punto di vista operativo, Helbiz - che verrà lanciato inizialmente negli Stati Uniti per poi espandersi in tutto il mondo (Europa compresa) - ha bisogno di due componenti chiave per funzionare. Lato utente è necessaria un’applicazione scaricabile su smartphone; chi invece mette a disposizione la propria auto per il noleggio deve alloggiare all’interno della stessa una piccola centralina elettronica che viene fornita e installata gratuitamente da Helbiz. La presenza dell’hardware a bordo serve per rendere  la vettura rintracciabile dai clienti ma anche per consentire lo sblocco automatico attraverso il telefono e ad abilitare il trasferimento dei dati di navigazione.

La soluzione ha bisogno di due componenti chiave per funzionare: lato utente è necessaria un’applicazione scaricabile su smartphone; chi invece mette a disposizione la propria auto per il noleggio deve alloggiare all’interno della stessa una piccola centralina elettronica che viene fornita e installata gratuitamente da Helbiz

Quanto al pagamento, si può operare utilizzando moneta tradizionale o la criptovaluta interna. Gli Helbiz Coin possono essere acquistati come un Bitcoin o qualsiasi altra valuta elettronica - nel momento in cui vi scriviamo la moneta viene scambiata su CoinHub e Bitlish al valore 0,0015  Ethereum, pari a circa 93 centesimi di dollaro - ma possono essere anche “minati” direttamente dagli utenti ogni qual volta decidono ricevere il pagamento di un noleggio tramite criptovaluta. “In questo modo si alimenta un circolo virtuoso che da un lato garantisce l’immediatezza e la trasparenza dei pagamenti, dall’altro dà valore e credibilità al servizio e alla sua valuta interna”.

Un servizio da oltre 1 miliardo di capitalizzazione

Oltre a essere lo strumento per i pagamenti peer-to-peer, Helbiz Coin è infatti lo strumento scelto dalla società per finanziare l’avvio delle sue attività. Nel periodo compreso tra il 15 febbraio e il 4 marzo scorso, quando Helbiz Coin ha lanciato la sua Initial Coin Offering (ICO) - l’equivalente dell’IPO per le società che vogliono finanziarsi tramite criptovalute - sono stati venduti 400 milioni di token, per un totale raccolto di circa 40 milioni di dollari.

Chi mette la propria vettura a disposizione del noleggio può essere pagato in modo tradizionale oppure tramite criptovaluta interna, gli Helbiz Coin, acquistabili come un Bitcoin o qualsiasi altra valuta elettronica

Il numero complessivo di token è in realtà molto più alto, puntualizza Palella, ci sono più di un miliardo di Helbiz in circolazione, e questo - agli attuali tassi di cambio - fa sì che la capitalizzazione totale della società superi il miliardo di dollari.

Presupposti importanti che hanno spinto la società a valutare iniziative ancora più ambiziose nel medio-lungo periodo. Una su tutte: portare gli Helbiz Coin anche al di fuori del circuito del proprio car sharing. “Grazie allo sviluppo di numerosi protocolli di secondo livello, stiamo lavorando al rilascio di HelbizPay, una versione stand-alone di portafoglio digitale che possa essere utilizzata come piattaforma di pagamento da integrare direttamente con gli attuali sistemi per consentire a tutti i clienti di Helbiz di pagare direttamente dal proprio smartphone, nei negozi, nei ristoranti, o sulle app di terze parti”.

In un momento in cui si discute tanto della volatilità delle criptovalute, l’idea di una moneta virtuale così saldamente ancorata a un servizio di pubblica utilità può forse diventare il modello virtuoso in grado di assicurare stabilità e credibilità alla nuova economia digitale. Perché è evidente: chi acquista valute di questo tipo lo fa con più interesse (e più fiducia) sapendo di avere alle spalle un circuito che alimenta uno o più servizi reali, tangibili, meglio ancora se di successo.

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