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Hamas e Israele, quell'attacco partito per distruggere i PC

Colpire un edificio della Striscia di Gaza che avrebbe ospitato gli operativi di guerra digitale di Hamas, l'obiettivo numero uno dei nuovi scontri

israele hamas

Antonino Caffo

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Abituiamoci, perché non è più fantascienza rispondere agli attacchi informatici con missili e bombe. I paesi più avanzati dal punto di vista tecnologico, oggi più di ieri, sanno che ottenere informazioni telematiche può valere quando procedere a passi svelti sul territorio nemico. E proprio una tale teoria, molto più pratica di quanto sembri, avrebbe spinto Israele a lanciare una serie di attacchi verso la Striscia di Gaza, nel fine settimana.

Stando a quanto confermato via Twitter, altre peculiarità di come si muovano le operazioni belliche attualmente, le Forze di Difesa Israeliane avrebbero lanciato un attacco aereo su un edificio di Gaza che si ritiene abbia ospitato operativi di guerra digitale di Hamas, dopo un primo tentativo di invasione digitale degli stessi verso strutture di Israele. Per l'esercito, l'attacco è stato «definitivo», ovvero pare abbia messo definitivamente fuori uso le principali armi informatiche dei militanti.

Resta da capire quanto di vero ci sia nel tweet, ossia se davvero la volontà di spegnere i PC dell'offensiva abbia mai potuto scatenare una simile escalation di scontri ma c'è un fatto: passare dall'ambiente virtuale a quello fisico non ha più quei grossi confini di una volta. Come ha detto al sito ZDNet il dott. Lukasz Olejnik dell'Università di Oxford: "I paesi devono soppesare diversi fattori quando agiscono in questo modo, come la gravità di un attacco e le minacce future, per non innescare conflitti inutili".

Anche perché le leggi internazionali umanitarie sostengono, per quanto possano "sostenere", che gli attacchi devono essere proporzionali in risposta ad una minaccia già avvenuta o preesistente. In assenza di rilevanze specifiche sulle mosse degli hacker di Hamas, nessuno potrà mai dire quanto il lancio del missile su un edificio, nel quale si trovavano anche civili senza alcun legame con i cyber-assalitori, sia legittimo motivo di reazione.

Questo particolare "incidente" farà storia. L'azione di Israele contro Hamas segna un momento cardine nei conflitti globali, un antecedente che altri, tra tutti i regimi non democratici, potranno seguire da esempio per operazioni future. Gli hacker non sono mai stati uno scherzo ma è evidente che, in zone calde del mondo, questi rappresentano un pericolo percepito chiaramente, quasi più degli stessi eserciti schierati in battaglia.

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