Piacciono a tutti, dai cicloamatori a quanti sono alla ricerca di un mezzo di locomozione efficace, pratico, economico, pulito. Le bici elettriche, ormai per tutti e-bike, sono il nuovo trend della mobilità sostenibile: secondo il bollettino Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), lo scorso anno, solo in Italia, il settore è cresciuto del 121%, con oltre 56mila unità vendute.

Merito (anche) di una tecnologia che negli ultimi tempi ha fatto passi da gigante, soprattutto per quanto riguarda sistemi di pedalata assistitabatterie. Per ogni tipologia di bicicletta tradizionale - che siano da strada, da corsa, pieghevoli o mountain bike - si può dire che esista ormai una corrispettiva versione elettrificata.

Ma come funzionano, quanto costano, e soprattutto quali sono le buone norme da tenere presenti prima di acquistarne una? In questo approfondimento proveremo a capirne di più.

e-bike: come funzionano

La biciclette elettriche, o e-bike, funzionano grazie alla cosiddetta pedelec, la “pedalata assistita”. Non esiste in pratica un acceleratore (in quel caso si sconfinerebbe nel campo dei ciclomotori, con ben altro trattamento normativo); è la pedalata umana a innescare la propulsione aggiuntiva del motore elettrico. Che, per inciso, non deve superare i 250 W e i 25 Km/h di velocità massima.

Il Codice della strada parla chiaro: "I velocipedi (ovvero le biciclette ndr) sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW (250W) la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare".

Insomma siamo di fronte a un ibrido che è comunque più vicino a una bicicletta.

Perché hanno così successo

Perché alleviano la fatica, soprattutto in fase di accelerazione e ripartenza, ma non tolgono il piacere (e la salubrità) della pedalata. E perché in alcune città piuttosto congestionate sono senza dubbio il mezzo più economico e veloce per arrivare a destinazione.

E poi sono comunque economiche, almeno per quanto riguarda le spese di gestione. La manuntenzione costa un po’ più di una bicicletta - ci sono un motore e una batteria da caricare e da mantenere (e dopo qualche anno da sostituire), una maggiore usura di gomme e freni - ma molto meno di uno scooter elettrico.

Quali sono i criteri per sceglierle?

Ma quali sono, in buona sostanza, gli aspetti che bisogna prendere considerazione quando si acquista un e-bike? Innanzitutto la qualità del telaio e il peso, 20-25 kg sono considerati la soglia limite, poi c'è il motore, ci spiega Silvio Iannuzzi, titolare di Ianni Garage, officina milanese specializzata in riparazioni, vendita, personalizzazione di biciclette, ciclomotori, mini moto, fat bike e bici elettriche. "Al di là della potenza, che è limitata per legge, la differenza la fa il posizionamento: c'è chi monta il motore nel mozzo anteriore, chi in quello posteriore, e chi addirittura sui pedali; in quest'ultimo caso l'impatto estetico è trascurabile e si avrà anche il vantaggio di non interferire con il montaggio e lo smontaggio delle ruote".

Di vitale importanza anche la scelta della batteria, che non significa solo autonomia, ma anche peso e cicli di ricarica, nonché i freni; viste le velocità medie comunque superiori a quelle di una bici tradizionale sono preferibili i freni a disco, anziché i classici a tamburo. 

La manutenzione

Le limitazioni riguardanti potenza e velocità sono ovviamente legate a questioni di carattere strutturale. Il telaio, la forcella, i copertoni e gli altri componenti meccanici di un bici assistita non sono così robusti come quelli di un ciclomotore, in quanto concepiti per sopportare sollecitazioni ad andature moderate. Velocità troppo sostenute, insomma, oltre a esser fuori legge, potrebbero comportare seri problemi di tenuta, soprattutto in presenza di asperità e sconnessioni del terreno.

Anche se meno sollecitate dal punto di vista del carico (difficilmente ci si alza sui pedali), le bici elettriche hanno comunque bisogno di un pizzico di manutenzione in più. Il controllo dei freni deve essere rigoroso e le batterie devono essere pulite di tanto in tanto con un panno e conservate - meglio se in un luogo fresco e asciutto - qualora la bicicletta non venga utilizzata per molto tempo.

I prezzi

Come per le bici tradizionali, i prezzi delle e-bike variano in funzioni del telaio e dei componenti utilizzati: si va da qualche centinaia di euro al migliaio di euro. In linea di massima si può dire che una buona bici elettrica costi dai 1000 euro in su, ma chiudendo un occhio su materiali e componenti il prezzo può scendere drasticamente.

La presenza di una batteria Bosch o Yamaha, ad oggi forse i produttori che stanno investendo di più e meglio nel settore, fa sicuramente lievitare il prezzo, ma si tratta di soldi spesi bene considerata la qualità e l’assistenza offerta dai due marchi.

Un’alternativa al nuovo può essere l’acquisto dei kit per l’elettrificazione (motore, controller, PAS, freni, cavi) e in commercio ce ne sono di tantissimi tipologie e potenza a prezzi davvero competitivi. Certo, in quel caso bisognerà avere un po' di dimestichezza o dotarsi di un bravo meccanico, ma il risultato in molti casi è garantito. E soprattutto personalizzato.

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