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Computer, è iniziata la seconda giovinezza

Il pc non è morto, gli smartphone non lo hanno ucciso. Anzi. L'analisi di Luca Rossi di Lenovo

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Marco Morello

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In principio era il computer dalla stazza obesa, che partiva con ritmi da bradipo e con il mouse surgelato in una sfiancante clessidra. Il tempo è stato una dieta accelerante: oggi il pc esibisce un design snello e s’avvia a passo spedito. E domani? «Entro un anno o due svanirà ogni minima attesa. Sarà “always on”, immediatamente operativo e sempre attivo: si accenderà in un secondo, con le notifiche in evidenza e le mail subito a disposizione, senza mai bisogno di scaricarle. L’esperienza d’uso ricalcherà quella del telefonino».

Oltre la scrivania

Impeti fulminei a parte, accanto alle forme tradizionali vivrà in estetiche alternative: scomparirà dentro caschi da tenere sul viso per lavorare o divertirsi in contesti virtuali; s’incarnerà in schermi intelligenti, pensati per accontentarsi di una mensola senza invadere un tavolo intero. Display azionati dalla voce anziché da una tastiera, capaci di capire cosa ci serve e di mostrarlo in un attimo. Parlare sarà il prossimo digitare: «In generale, il consumo delle informazioni e la produttività varcheranno i confini della scrivania, i limiti spaziali del desktop». A indicare traiettorie e prospettive del computer è un peso massimo del settore, un italiano considerato un’autorità in materia a livello internazionale: Luca Rossi.

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Luca Rossi, 45 anni, è il presidente di Lenovo per l’Europa, il Medioriente, l’Africa e l’America Latina. – Credits: Lenovo

In buona salute

Milanese, bocconiano, residente a San Paolo in Brasile e accumulatore seriale di timbri sul passaporto («viaggio troppo, finisco le pagine e devo rinnovarlo di continuo» racconta). La sua è la storia di un talento precoce: a 19 anni, «quando un notebook costava oltre 10 milioni di lire» ricorda, ha fondato un’azienda, la Geo Microsystems. Dal nulla, da zero, ha raggiunto una quota di mercato intorno al 10 per cento. Poi, una carriera tra i colossi: corteggiamento e matrimonio con Asus e Acer, sempre in zone di vertice, fino all’approdo in Lenovo, uno dei due leader globali (assieme a HP), dove oggi pilota ampie fette di mondo, aree strategiche come Europa e America Latina, assieme ad Africa e Medioriente. Contribuendo a disegnare il destino di quello che non è un malato terminale, piuttosto un convalescente in febbrile recupero, capace di spiazzare i suoi stessi detrattori: «Il pc non è morto, gli smartphone non l’hanno ucciso come preconizzavano in tanti» è la diagnosi di Rossi. «È vero» ammette «che hanno toccato il fondo sul piano delle vendite, ma sono in ripresa. Il 2018 potrebbe chiudere con un più 4 per cento. Analisti quotati come Idc hanno dovuto rivedere le loro stime pessimistiche. Dalla decrescita, siamo tornati alla crescita».

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Mirage Camera, con doppio obiettivo, permette a chiunque di registrare contenuti per la realtà virtuale. – Credits: Lenovo

Smartphone maestro

Due le ragioni principali dell’inversione di marcia: le macchine in case e uffici hanno un’età media di sei anni, dunque diverrà presto inevitabile pensionarle e sostituirle. Mentre il telefonino, lo spietato rivale del computer, quello che lo marginalizza riproducendone le dinamiche in miniatura, si è rivelato un formidabile strumento di alfabetizzazione digitale: «Chi si è avvicinato alla tecnologia tramite lo smartphone e non ha mai posseduto un pc» rileva il manager «ha iniziato a desiderarne e acquistarne uno per assicurarsi esperienze di navigazione in internet, produttività o intrattenimento più complete e appaganti».

Pc da viso

Esperienze che sorpassano i soliti steccati morfologici: Lenovo, entro l’anno, lancerà un computer indossabile. Il primo casco per la realtà virtuale con dentro processore, schermo e altri corollari costitutivi di un classico notebook, trasferiti ad altezza occhio. «Non servirà solo a giocare» prevede Rossi: «Darà modo di prendere parte a riunioni in qualsiasi angolo del pianeta, a costi bassissimi, in un ufficio di bit. O d’immergersi in situazioni in diretta, registrabili con videocamere dai prezzi finalmente contenuti: per vivere, per esempio, la festa di uno dei propri cari anche da lontano. Sarà un’opportunità e un business enorme, la chiave d’accesso a una nuova socialità digitale». Ecco che la seconda, ultramoderna giovinezza del computer farà leva su un vecchio arnese: il talento di accendere emozioni.

Questo articolo è stato pubblicato su Panorama numero 11 dell’1 marzo 2018 con il titolo "Le metamorfosi del pc”.

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