Roberto Catania

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Qualche mese fa Google ha annunciato Google for Jobs, una nuova sezione del suo motore di ricerca che aggrega in modo unitario i risultati relativi alle nuove opportunità professionali. L'iniziativa punta a offrire all'utente una prima importante scrematura - per tipologia di profilo, località e orari - sulle proposte di lavoro in rete.

In quest'ottica si inserisce anche l'introduzione di un nuovo filtro che consente di avere informazioni sul salario previsto in base al titolo di lavoro specifico, alla posizione e al datore di lavoro. "Il salario è un fattore importante per trovare il lavoro giusto, ma dalla nostra stima sappiamo che queste informazioni mancano in oltre l'85 per cento delle proposte negli Stati Uniti", spiega uno dei responsabili di Google, precisando che tutte le informazioni a riguardo verranno pescate da tutti quei servizi - è il caso di Glassdoor, PayScale o lo stesso LinkedIn - che gravitano intorno al mondo del recruitment.

Nessuna app: tutto passa dal motore di ricerca

L'obiettivo di Google For Jobs è chiaramente quello di intercettare e razionalizzare tutte quelle ricerche un po’ disorganizzate che già oggi vengono effettuate su Google Search. Più o meno lo stesso principio che ha guidato lo sviluppo di Google Flight, il sottocanale che aggrega tutte le offerte dei voli indicizzate dall'algoritmo di ricerca.

Il vantaggio rispetto a tutti gli altri servizi di recruitment sta nella possibilità di radunare in un solo luogo più offerte di lavoro, ma soprattutto nella facilità di accesso all'informazione: non occorre scaricare alcuna app aggiuntiva, né tantomeno inserire credenziali d’accesso (username, password, ecc), tutto passa dal normale motore di ricerca.

Si comincia dagli Stati Uniti

Google for Jobs è disponibile per il momento solo negli Stati Uniti, sia in versione desktop che mobile.

La società ha già fatto sapere che non ha al momento intenzione di applicare commissioni a pagamento sia per chi cerca che per chi offre lavoro. L’unica forma di monetizzazione sarà come sempre quella della pubblicità online (Adwords, Adsense).

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