Roberto Catania

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Dal 1907 (data che segna l’arrivo dei primi modelli automatici) ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti. E anche dentro i cestelli. Eppure, mai come in questi ultimi tempi le lavatrici sembrano aver cambiato pelle. Merito di Internet e della rivoluzione dei dispositivi connessi, certo, ma anche delle rinnovate necessità delle famiglie moderne, sempre più propense a investire in tecnologie capaci di ridurre i tempi da dedicare alle faccende domestiche.

Intorno a questi input i produttori stanno lanciando le loro sfide più ambiziose, con alcune novità davvero sorprendenti, nella forma come nella sostanza: lavatrici connesse, parlanti, a doppio o addirittura triplo carico, più o meno originali più o meno costose, tutte comunque accomunate da un chiodo fisso: offrire alle casalinghe e ai casalinghi disperati qualcosa di più del solito ciclo di lavaggio automatico.

In questa rassegna vi mostriamo i modelli più interessanti.

Lg Twin Wash (da 2.499 euro)

La lavatrice si è fatta doppia. Per contenere più biancheria - certo - ma anche per differenziare la biancheria in base alle tipologie di tessuto. Le due unità sovrapposte - una più grande con accesso frontale, l’altra più piccola con apertura a cassetto - possono essere infatti utilizzate in maniera indipendente o in tandem, così da permettere, ad esempio, il lavaggio dei capi colorati di cotone in contemporanea con i delicati dall’altro.

Entrambe le unità possono essere connesse a uno smartphone o a un dispositivo mobile Android o iOS (attraverso l’app SmartThinQ) e da qui essere arricchiti nelle loro funzionalità chiave: si può ad esempio avviare la lavatrice da remoto, richiedere una notifica di fine lavaggio, fare un checkup sullo stato di salute del sistema, oppure scaricare programmi aggiuntivi. I modelli più evoluti dispongono di asciugatrice e di sistema centralizzato per la distribuzione del detersivo.


Lg TwinWASH

– Credits: Lg

Hisense Triple Washer

Se due cestelli vi sembrano tanti, cosa dire di questa lavatrice a triplo carico? L'idea di Hisense, per il momento non ancora pervenuta alle nostre latitudini, ha il suo perché: tre cestelli separati (uno centrale di grosse dimensioni e due superiori di stazza più piccola) permettono infatti di effettuare altrettanti carichi differenziati distinti per tipologia (ad esempio cotone colorato, bianco e delicati), evitando inutili attese e, assicurano sempre i responsabili della società cinese, con un notevole risparmio in termini di acqua ed energia consumata.

Tutte le funzioni principali, comprese avvio e arresto, possono essere controllate attraverso il display touch presente sulla lavatrice o tramite l’interfaccia HiSmart, accessibile da smartphone. Il sistema di dosaggio intelligente consente di stoccare detersivo sufficiente per 20 cicli di lavaggio, regolandone l'emissione di volta in volta in base al carico di biancheria.


Hisense

– Credits: Hisense

Samsung QuickDrive (da 999 euro)

Il nome anticipa già quella che è di fatto la caratteristica principale di questa lavatrice: la velocità. Merito di un particolare cestello con fondo a rotazione autonoma che consente di movimentare più bucato rispetto alle lavatrici tradizionali. Il risultato è una riduzione del 50% nei tempi di lavaggio rispetto ai modelli del recente passato, ma senza compromessi a livello di qualità. Ciò si deve anche alla presenza di un sensore di torbidità che analizza la qualità dell’acqua e, in caso di sporco residuo, suggerisce alla lavatrice di allungare il ciclo di lavaggio.

In tutti i modelli della serie è previsto un assistente intelligente programmato per effettuare il miglior lavaggio possibile in base ai capi, un sistema di dosaggio automatico che avvisa l’utente con un notifica sullo smartphone quando il detersivo è in via di esaurimento e un mini-oblò supplementare dal quale è possibile aggiungere bucato o ammorbidente anche nel bel mezzo di un lavaggio.

Samsung QuickDrive

Samsung QuickDrive – Credits: Samsung

Candy Bianca

Google Assistant è ovunque, anche nella lavatrice. Provare per credere Bianca, la lavatrice intelligente di Candy che può essere controllata a voce grazie alla mediazione dell'ormai popolare maggiordomo virtuale di Mountain View. Dimenticatevi manopole e pulsanti (comunque presenti): basta interrogare l’assistente di Google attraverso un comune smartphone connesso alla lavatrice - chiedendogli ad esempio quale lavaggio è consigliabile per un maglione molto sporco - per avere risposte pertinenti.

L’interazione, promette Candy, migliora nel tempo. L’intelligenza artificiale della lavatrice è infatti in grado di comprendere le abitudini dell’utente e di affinare nel tempo le risposte e i consigli, sia per quanto riguarda l'operatività giornaliera che la manutenzione.


Candy Bianca

Candy Bianca – Credits: Candy

Whirlpool Supreme Care (da 959 euro)

Dietro un design tutto sommato tradizionale, si nasconde una lavatrice dotata di un mucchio di tecnologie poco o per nulla convenzionali: si va dal motore a rumorosità ridotta al dosaggio dinamico del detersivo (parametrizzato su quantità del bucato e livello di sporco), dal sistema di distribuzione capillare dell'acqua in fase di lavaggio e risciacquo alla possibilità di avviare un programma combinato acqua-vapore per mantenere i capi freschi fino a sei ore dopo la fine del lavaggio.

La tecnologia 6th sense rileva automaticamente la quantità di carico selezionando il programma di lavaggio più adatto in base al tipo di tessuto; le informazioni di lavaggio possono salvate all’interno di un app e comunica a un'asciugatrice Whirlpool per impostare automaticamente il ciclo di asciugatura ideale per i capi in trattamento.

Whirlpool Supreme Care

Whirlpool Supreme Care – Credits: Whirlpool

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